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RIP

È morto John Giblin, bassista di Kate Bush, Simple Minds, Peter Gabriel e altri

È suo il basso su ‘Babooshka’, ‘No Self Control’, ‘In the Air Tonight’, ‘Alive and Kicking’. Aveva lavorato anche in Italia con Baglioni, Ramazzotti, Gazebo. «Lo amavano tutti», scrive Bush

Foto: dall'account Facebook di John Giblin

È morto il bassista scozzese John Giblin. Aveva 71 anni. Ne ha dato notizia la famiglia sulla pagina Facebook ufficiale: «Il nostro incredibile padre John Giblin è morto il 14 maggio. Sappiamo quanto la sua radiosità, la sua energia, la sua gentilezza hanno colpito chi l’ha conosciuto. Ha vissuto per la sua famiglia e per la musica. Ci mancherà, ogni singolo giorno. Ti vogliamo bene, papà».

Il curriculum di Giblin è notevole, impressionante soprattutto per gli amanti della musica anni ’80. Ha collaborato a lungo con Kate Bush, ha fatto parte dei Simple Minds nella seconda metà del decennio, ha suonato nel terzo di Peter Gabriel. Ha suonato con Phil Collins (lo si sente su In the Air Tonight), Scott Walker (nell’album Tilt di cui era particolarmente orgoglioso), Eric Clapton, Sting, Mark Knopfler, Paul McCartney e innumerevoli altri.

Tra le altre cose, Giblin era nella band che ha accompagnato Kate Bush nei concerti del gran ritorno nel 2014. «Gli volevano bene tutti», scrive l’artista dopo avere appreso della morte dell’amico. «È una bella persona, in tutti i sensi. Tutti volevano lavorare con lui per il talento, tutti volevano essere suoi amici per il carattere. Lo adoravo. È stato uno dei miei amici più cari per oltre quarant’anni. Amavo lavorare con lui non solo perché era un musicista straordinario, ma perché ci si divertiva. Amava essere spinto in nuovi contesti musical, era eccitare vederlo superare quei confini e trovare linee musicali incredibilmente belle che sembravano essere lì per lui. Il mio mondo non sarà più lo stesso senza di lui».

Entrò nei Simple Minds per sostituire Derek Forbes, debuttando con loro sul palco dei Live Aid. Ha lasciato il segno nel best seller Once Upon a Time (l’album di Alive and Kicking e Sanctify Yourself), nel disco dal vivo Live in the City of Light e in parte su Street Fighting Years, che si apre con una sua frase basso e per il quale ha contribuito a scrivere Let It All Come Down. Ha anche contribuito alla nascita di Belfast Child. Racconta Jim Kerr che Giblin stava suonando una melodia alla tastiera. Il cantante gli ha chiesto quando l’avesse composta e il bassista gli ha risposto: «Duecento anni fa». Si trattava del traditional She Moved Through the Fair, da cui è nata Belfast Child.

Il bassista ha anche suonato nei dischi di molti italiani tra cui Claudio Baglioni (Oltre), Eros Ramazzotti, Franco Battiato e Gazebo. Quest’ultimo lo ricorda così su Facebook: «Era il mio bass guitar hero. Di lui resteranno i lavori fatto con alcuni fra i migliori musicisti del pianeta».

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