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È morto il gigante dell’afro jazz Manu Dibango, aveva il coronavirus

Il musicista camerunese autore di ‘Soul Makossa’ aveva 86 anni. Era considerato uno dei padri della world music e persino della disco

Manu Dibango nel 2014

Foto: C Brandon/Redferns via Getty Images

Manu Dibango è morto questa mattina in un ospedale francese. Aveva 86 anni. A darne notizia è la pagina ufficiale del musicista: “Con profonda tristezza annunciamo la morte di Manu Dibango, il nostro Papy Groove, scomparso il 24 marzo 2020, a 86 anni, dopo aver preso il Covid-19. I funerali saranno privati e, quando sarà possibile, verrà organizzato un tributo alla memoria. Se desiderate esprimere le vostre condoglianze, scrivete a manu@manudibango.net”.

Manu Dibango era nato in Camerun e si era trasferito in Francia negli anni ’50. Compositore e sassofonista, ha contribuito all’affermazione dell’afro jazz. Il suo successo maggiore è Soul Makossa del 1972, che in occidente ebbe una risonanza all’epoca impensabile per un pezzo di un musicista africano. Il pezzo ha anche anticipato certi tratti della disco music che si sarebbe imposta pochi anni dopo.

Lo scioglilingua “ma-mako, ma-ma-sa, mako-mako ssa” è stato usato in varie canzoni tra cui Wanna Be Startin’ Somethin’ di Michael Jackson, dando origine a un causa risolta con un accordo economico extragiudiziale, e Don’t Stop the Music di Rihanna.

I fan di Jovanotti ricorderanno che ha suonato in Musica, dall’album Lorenzo 2015 CC. “Manu Dibango il Leone del Camerun se l’è portato via il Covid-19 ieri a Parigi, dove mi regalò una giornata in studio di registrazione e la sua arte colta e potente”, ha scritto Lorenzo su Instagram. “Una storia bellissima la sua, e una musica che io amo e mi ha fatto sempre viaggiare. Quest’uomo si è inventato la disco (Soul Makossa è considerato da molti il primissimo pezzo dance della storia) e ha allargato gli orizzonti del sound e quindi del mondo”.

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