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È morto Daniel Johnston

Il cantautore outsider icona del folk che ha ispirato Kurt Cobain, Matt Groening e Tom Waits aveva 58 anni

Foto: J Mcconnico/Sony Classic/Kobal/Shutterstock

È morto Daniel Johnston, il cantautore outsider icona del folk che ha ispirato Kurt Cobain, Matt Groening e Tom Waits. Secondo la ricostruzione dell’Austin Chronicle, la causa della morte sarebbe un attacco cardiaco. Aveva solo 58 anni.

Negli ultimi tempi la salute di Johnston era molto peggiorata a causa di una caduta e di un cambiamento delle medicine che doveva prendere per la schizofrenia e il disordine bipolare con cui ha sempre combattuto.

Johnston scriveva canzoni calorose, semplici e commoventi sull’amore e le vicende della sua vita quotidiana. Nei brani più belli – Life in Vain, True Love Will Find You in the End, Walking the Cow – la sua voce era commovente e onesta, due caratteristiche che hanno conquistato musicisti e artisti di tutto il mondo. Agli MTV Video Music Award del 1992, Kurt Cobain (che in molte interviste sosteneva che Johnston fosse tra “i migliori cantautori del mondo) indossò una maglietta con la copertina di Hi, How Are You, e colleghi come Flaming Lips, Death Cab for Cutie, Bright Eyes e Beck hanno suonato delle cover.

“Ad alcuni piaccio molto, altri mi prendono in giro e pensano che sia un fenomeno da baraccone”, disse a Rolling Stone nel 1994. “Ero messo in mezzo come se fossi un totale psicopatico. Non un killer o cose del genere. Più un orsacchiotto bizzarro… ma se la gente mi prende in giro e si diverte a farlo, allora va bene così, davvero. Li sto intrattenendo. Forse sono più simile a un comico di quanto pensino”.

Il documentario del 2005 The Devil and Daniel Johnston ha portato la sua musica e la sua storia a un pubblico più grande. “Beh, è stato sicuramente imbarazzante”, disse al Chronicle del film. “Tutti i miei terribili dilemmi, tutti gli errori. Ormai non posso farci niente, però. Avrebbero dovuto aggiungere le risate finte, perché è molto divertente”.

Johnston, nato il 22 gennaio 1961 a Sacramento, era il più giovane di cinque fratelli. Quando era ancora piccolo, la famiglia si è spostata a New Cumberland, in West Virginia, dove Daniel si innamorò dei Beatles e della musica rock. Nel 1980 registrò il suo primo album, Songs of Pain, e tre anni dopo Hi, How Are You, pubblicato dall’etichetta indie Homestead, diventò un piccolo successo commerciale.

“Quando ero più giovane, in chiesa alla fine della messa tutti si stringevano le mani e dicevano ‘Hi. How Are You?’ (Ciao. Come stai?, ndt)”, ha detto l’anno scorso al Chronicle. “Lo sentivo tutte le volte, anche durante il funerale di un tipo morto di vecchiaia. Il becchino mi disse ‘Ciao. Come stai?’, è cominciato tutto così”.

Space Ducks, il suo ultimo album, è uscito nel 2010. Nel 2015 Lana Del Rey ha suonato una cover di Some Things Last a Long Time per un cortometraggio sulla storia del cantautore. Poi, insieme a Mac Miller ha donato 10mila dollari alla campagna Kickstarter per produrre il film. “L’unica cosa che desidero è che lui sappia che mentre è a casa a lavorare alla sua arte – dice di scrivere ogni giorno – fuori ci sono molte persone a cui ha cambiato la vita”, ha detto Del Rey. “Di sicuro ha fatto la differenza nella mia”.

Nel 2017, Johnston ha annunciato che sarebbe partito per un ultimo tour insieme a membri di Wilco, Built to Spill e Fugazi. “Devo molto a Daniel, è stato una grande ispirazione”, ha detto Tweedy al New York Times. “Lui è riuscito a scrivere nonostante la malattia, non a causa di essa. Ha ritratto con onestà quello che gli succedeva, i suoi problemi, senza sfruttarli per attirare l’attenzione”.

Nello stesso articolo del Times, Johnson disse di sentirsi sorpreso all’idea di un ultimo tour, e che avrebbe continuato a scrivere musica. “Se mi fermassi, non resterebbe nulla”, ha detto. “Forse si fermerebbe tutto. Quindi continuerò. Devo farlo”.

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