È morto Cheetah Chrome dei Dead Boys e dei Rocket from the Tombs | Rolling Stone Italia
RIP

È morto Cheetah Chrome dei Dead Boys e dei Rocket from the Tombs

Aveva 71 anni. È stato uno degli architetti del punk-rock americano. Duff McKagan: «Il tuo modo di suonare mi ha insegnato tanto sul punk e non solo»

Cheetah Chrome dei Dead Boys all'Agora Ballroom il 22 ottobre 1978. Foto: Tom/Hill WireImage

Cheetah Chrome con i Dead Boys all'Agora Ballroom il 22 ottobre 1978

Foto: Tom/Hill WireImage

È morto Cheetah Chrome, il chitarrista dei Dead Boys e dei Rocket from the Tombs. Aveva 71 anni. L’account Instagram dei Dead Boys ha dato la notizia domenica sera su Instagram, ma per ora non è stata resa nota la causa della morte: «Era unico, uno degli architetti del movimento punk-rock. Un uragano in forma umana che sconvolgeva il panorama musicale con riff di chitarra feroci e un’energia frenetica. Ma al di là di tutto questo, era anche semplicemente un ragazzo dolcissimo che amava il rock’n’roll. Facciamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Cheetah, ai suoi amici e ai fan di tutto il mondo. La sua musica continua a vivere e continuerà a ispirare gli altri per le generazioni a venire. Chiediamo che venga rispettata la nostra privacy in questo momento difficile. Buon viaggio, Cheetah».

Cheetah Chrome è nato Eugene Richard O’Connor a Cleveland il 18 febbraio 1955. Nell’autunno del 1974 è entrato come chitarrista nella band proto-punk dei Rocket from the Tombs. Nel 1975 il gruppo ha aperto i concerti di Television e Patti Smith al Piccadilly Club di Cleveland, ma è durato solo per pochi altri mesi, fino al concerto d’addio ad agosto. Nonostante la storia breve, i Rocket from the Tombs hanno lasciato un segno indelebile sulla scena musicale. Lester Bangs li ha definiti «la prima leggendaria band del rock underground», mentre David Fricke di Rolling Stone ha scritto che «nessun altro nel rock americano, underground o meno, scriveva e suonava canzoni così dure ed esplicite sull’essere presi per il culo e incazzati neri».

Dopo lo scioglimento dei Rocket from the Tombs, Chrome ha fondato i Dead Boys con Stiv Bators, Jimmy Zero, Jeff Magnum e Johnny Blitz. Trasferitisi a New York, nel 1977 hanno pubblicato l’album d’esordio Young, Loud and Snotty, seguito nel 1978 da We Have Come for Your Children. I Dead Boys sono diventati una presenza fissa della scena punk newyorkese e facevano spesso il tutto esaurito al CBGB. Quando il gruppo si è sciolto nel 1979, Cheetah Chrome ha iniziato a suonare in giro per New York con band come gli Stilettos e con un proprio gruppo, Cheetah Chrome and the Casualties. È inoltre presente in Siren, album di debutto solista di Ronnie Spector.

Dead Boys - Live at CBGB's 1977

Nel corso degli anni i Dead Boys si sono riuniti più volte, soprattutto nel 2017, quando hanno celebrato i 40 anni con un tour e una nuova incisione del loro album d’esordio, intitolata Still Snotty: Young, Loud and Snotty at 40. Nel 2003 Chrome ha rimesso insieme i Rocket from the Tombs con una nuova formazione composta da David Thomas, Craig Bell, Steve Mehlman dei Pere Ubu e Richard Lloyd dei Television. Il gruppo ha pubblicato Rocket Redux, una raccolta di vecchi brani dei Rocket from the Tombs reincisi dalla nuova formazione, e Barfly, un album di materiale inedito del 2011, pubblicato poco prima dell’uscita di Chrome dal gruppo.

Nel corso della carriera Chrome ha suonato anche con Sylvain Sylvain dei New York Dolls nei Batusis, che nel 2010 hanno pubblicato un EP omonimo. Nello stesso anno è uscita la sua autobiografia, Cheetah Chrome: A Dead Boy’s Tale from the Front Lines of Punk Rock. In seguito, dopo essersi trasferito a Nashville, Chrome ha lavorati alla Plowboy Records come direttore creativo dell’A&R e direttore dei progetti speciali. Nel 2014 ha pubblicato per l’etichetta il suo album Solo.

«È buffo scoprire che sono capace di fare una cosa del genere», aveva raccontato a Vice a proposito del nuovo ruolo da dirigente discografico. «L’idea di diventare un dirigente di un’etichetta mi intimidiva un po’. Non sapevo se ne sarei stato capace, ma fin dall’inizio mi sono reso conto che, dopo tutti gli anni passati nel settore, in qualche modo sapevo cosa bisognava fare, cosa avremmo potuto fare diversamente e quali cose dell’industria discografica che non mi piacevano avrei potuto davvero cambiare».

Rocket From The Tombs - Rocket Redux 2004 Full Vinyl 2LP

I colleghi lo ricordano sia per il modo di suonare, sia per l’impatto che ha avuto sulla storia del punk. «Rest in power, Cheetah Chrome, un vero OG e uno degli architetti del movimento punk-rock», hanno scritto i Reagan Youth su Instagram. «La sua influenza ha contribuito a plasmare il suono, lo spirito e l’attitudine del punk per le generazioni a venire».

«RIP, caro Cheetah Chrome», ha scritto Duff McKagan dei Guns N’ Roses. «Il tuo modo di suonare la chitarra e il tuo spirito d’assalto mi hanno insegnato tantissimo sull’aggressività e sulla precisione, nel punk e non solo. Avere avuto la possibilità di conoscerti negli ultimi anni è stato un vero onore. Dead Boys per sempre. Cheetah Chrome per sempre!!». 

 

 
 
 
 
 
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Da Rolling Stone US.