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È morto Bobby Keys, il sax dei Rolling Stones. Ecco gli assoli che l’hanno reso grande

Ha suonato con Buddy Holly, John Lennon, George Harrison, The Who, ma il suo nome è legato per sempre alla band inglese. Stava per compiere 71 anni

Bobby Keys, storico sassofonista dei Rolling Stones e grande turnista per artisti stellari come John Lennon, George Harrison, The Who e molti altri, ci ha lasciati ieri per una cirrosi epatica. Nato lo stesso giorno di Keith Richards, il 18 dicembre del 1943, avrebbe compiuto 71 anni tra pochi giorni (nel video qui sopra, suona “Can’t You Hear Me Knocking” al Madison Square Garden di New York City nel 2003. Il suo assolo inizia al minuto 3:20).

Keys e Richards erano grandissimi amici, anime gemelle che, oltre alla data di nascita, condividevano un senso innato per il groove e per le malefatte lontano dai riflettori. Nato a Slaton, Texas, fin da ragazzino si distinse per le sue capacità, arrivando a suonare appena sedicenne con Buddy Holly. Entrato nel giro dei turnisti americani che conferivano sonorità più autentiche alle incisioni oltreoceano delle star della British Invasion, Bobby Keys entrò nell’orbita dei Rolling Stones suonando su Let It Bleed l’assolo lascivo di Live with Me.

I Rolling Stones suonano “Miss You” e “Sweet Summer Sun” con Bobby Keys ad Hyde Park nel 2013. Il gruppo gliel’ha dedicata con un messaggio su Facebook, “Miss You Bobby Keys” (ci manchi Bobby):

Fu amore alla prima session. Su Sticky Fingers del 1971 e Exile On Main Street del 1972 Keys, assieme a Jim Price, suo compagno di fiati, Keys regalò agli Stones una marcia in più, dall’assolo mozzafiato di Brown Sugar al trionfo doloroso in stile Stax di I Got the Blues fino all’esaltazione soul di Rocks Off e Tumbling Dice. Se in sala di registrazione e sul palco l’intesa con Keith Richards ha segnato l’età dell’oro dei Rolling Stones, lontano dai microfoni i due hanno scritto in diretta il manuale della decadenza per rockstar.

I Rolling Stones suonano “Brown Sugar” con Bobby Keys, in Texas nel 1972:

Nel film Cocksucker Blues di Robert Frank è leggendaria la scena in cui lui e Richards lanciano dalla finestra di una camera d’albergo un televisore (video qui sotto), dando inizio ad una delle tradizioni più consolidate nel mondo del rock n’ roll assieme alle overdose a 27 anni e un secondo album al di sotto delle aspettative di pubblico e critica.

Anche da solo Keys non era da meno, riuscendo a farsi cacciare a due date dalla fine del tour europeo degli Stones del 1973. La leggenda vuole che non vedendolo arrivare in tempo per lo show, Keith Richards salì nella sua stanza d’albergo trovandolo nudo con una groupie in una vasca da bagno piena di Dom Perignon.

Non è da tutti farsi sgridare da Keith Richards per averci dato un po’ troppo dentro con alcool e droga, ma di sicuro sono in pochi ad averlo mandato a fare in culo riuscendo poi a raccontarlo ai nipoti. Keys fu licenziato e fino al 1989, pur mantenendo il ruolo di primo sax in occasione delle registrazioni dei loro album, fu bandito, salvo rare occasioni, dalla touring band degli Stones su preciso ordine di Mick Jagger.

I Rolling Stones suonano “Rocks Off” con Bobby Keys allo stadio di Twickenham nel 2003:

È stato Keith Richards a farlo rientrare e a partire dal tour di Steel Wheels il suo assolo di sax su Brown Sugar è tornato ad essere uno dei momenti salienti dello show degli Stones. Ogni sera, in ogni parte del mondo, al momento delle presentazioni della band, solo Bobby Keys veniva osannato come se fosse un Rolling Stone, gli altri, compreso Chuck Leavell, godevano di timidi applausi, ma per Bobby ogni sera era un trionfo. L’ultimo è stato il 3 luglio scorso a Roskilde in Danimarca.

I Rolling Stones suonano Sweet Virginia” con Bobby Keys nel giugno 1972:

La salute di Keys è peggiorata durante l’estate e, costretto a saltare la parte australiana del 14 On Fire Tour, il 25 ottobre scorso aveva scritto sulla sua pagina Facebook di stare bene e che si sarebbe riunito con gli Stones subito dopo le ultime date di questi giorni. Purtroppo non è andata così. Gli Stones si dicono devastati per la perdita di un grande amico, noi piangiamo quel groove che, solo dal vivo, non sentiremo mai più.

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