Bob Weir, cantante, autore, chitarrista e co-fondatore dei Grateful Dead, è morto all’età di 78 anni. La notizia è stata diffusa dalla famiglia attraverso un messaggio pubblicato sui social. Il musicista è deceduto a causa di complicazioni polmonari dopo una lunga battaglia contro il cancro.
«Bob si è spento serenamente, circondato dalle persone a lui più care, dopo aver sconfitto con coraggio il cancro, come solo lui sapeva fare. Purtroppo ha poi ceduto a problemi polmonari preesistenti», si legge nel messaggio.
La diagnosi della malattia risale alla scorsa estate. Nel messaggio diffuso dalla famiglia, grande spazio è dedicato alla reazione dell’artista alla malattia: «Gli ultimi mesi di Bobby sono stati il riflesso dello spirito che ne ha definito la vita. Aveva ricevuto la diagnosi a luglio e aveva iniziato il trattamento solo poche settimane prima di tornare sul palco della sua città natale per una celebrazione di tre serate dei 60 anni di musica al Golden Gate Park. Quelle esibizioni, emozionanti, piene di anima e piene di luce, non sono stati addii, ma doni. Un altro atto di resilienza. Era artista che ha scelto, anche in quel frangente, di andare avanti».
La storia dei Grateful Dead nasce da un incontro diventato leggendario. Weir aveva 16 anni quando, seguendo il suono di un banjo, entrò in un negozio di musica a Palo Alto e conobbe Jerry Garcia. Da una lunga jam notturna prese forma il progetto che, con l’ingresso di Ron “Pigpen” McKernan, Phil Lesh e Bill Kreutzmann, avrebbe dato vita a una delle band più influenti della cultura rock.
Nel ricordarlo, la famiglia ha tracciato un ritratto umano e poetico del musicista: «Mentre ricordiamo Bobby, è difficile non sentire l’eco del modo in cui viveva. Un uomo che vagava e sognava, senza mai preoccuparsi se la strada lo avrebbe portato a casa. Un figlio di innumerevoli alberi. Un figlio di mari sconfinati».













