È morta Tzruya “Suki” Lahav. La violinista ha fatto parte come membro aggiunto della E Street Band dal vivo e ha partecipato alle session del secondo e del terzo album di Bruce Springsteen, ovvero The Wild, The Innocent, and the E Street Shuffle e Born to Run. Aveva 74 anni.
Nata in Israele in un kibbutz e trasferitasi negli Stati Uniti, ha suonato col gruppo per circa cinque mesi, dall’ottobre 1974 al marzo 1975, un periodo fondamentale in cui Springsteen ha posto le basi per un cambiamento radicale del suo stile, dalla canzone d’autore dei primi album al rock epico di Born to Run, anche se Lahav era particolarmente affezionata al primo repertorio.
La violinista è entrata nell’orbita del rocker grazie al marito, l’ingegnere del suono Louis Lahav che ha lavorato ai primi dischi di Springsteen.
È di Suki Lahav la voce femminile in 4th of July, Asbury Park (Sandy). Il coro che doveva arrivare in studio non si è presentato ed è stato usato il suo canto poi riprodotto più volte fino a farlo sembrare un coro. Il suo nome non è però presente nei crediti del disco.
Il suo maggiore contributo al repertorio di Springsteen è però in Jungleland. È suo infatti il violino nell’introduzione anche se nei credits dell’epoca appariva solo il nome di chi ha arrangiato e diretto gli archi, obvvero Charles Calello.
In quel periodo la violinista ha fatto parte della E Street Band, esibendosi in concerto con loro senza però diventarne membro a tutti gli effetti.
Il suo primo concerto con loro è stato il 4 ottobre 1974 alla Avery Fisher Hall, a New York. Dal vivo suonava tra le altre cose nella cover di I Want You di Bob Dylan e nelle versioni live di Incident on 57th Street, New York City Serenade e nelle prime esecuzioni di Jungleland, non ancora pubblicata. Si è esibita con Springtseen e la E Street Band per l’ultima volta il 3 marzo 1975 alla DAR Constitution Hall di Washington, DC.Dave Marsh la descrive nella biografia Born to Run come «sottile e bionda» e scrive che «sul palco, la figura pallida da fantasma di Suki creava un sottile contrasto con l’oscurità e la durezza di Bruce».
Secondo voci diffuse dal manager Mike Appel, ci sarebbe stata una intesa particolare tra cantante e violinista, a tal punto da convincere la donna a mollare tutto per stare col marito. «In poche parole», scrive nel suo libro del 1992, «Bruce si è innamorato di Suki e lei di lui. A quel punto lei ha dovuto andarsene per cercare di salvare il matrimonio». Secondo Clinton Heylin, She’s the One sarebbe in parte ispirata da lei e la cover di I Want You sarebbe stata dedicata a Suki. Nel 2003 la musicista parlando col quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha liquidato le voci sulla presunta relazione con Springsteen come «favole». È poco dopo tornata col marito in Israele, divorziando in seguito. Anni fa ha spiegato che lei e il marito erano legati al manager e quindi quando Springsteen e Appel hanno preso strade diverse, all’inizio di una luga e difficile battaglia legale, i due sono usciti dall’orbita di Bruce.
Lahav ha poi collaborato con la Israeli Kibbutz Orchestra, ha pubblicato due romanzi, ha scritto la sceneggiatura del film poliziesco del 1996 Kesher Dam e ha composto diverse canzoni di successo per altri artisti israeliani (Derech Hameshi di Yehudit Ravitz, Yemei Hatom di Rita, Perach di Gidi Gov).
Da Springsteen, ha detto tre anni fa ad Haaretz, «ho imparato la consapevolezza che quando si scrivono canzoni si può spiccare il volo con il testo. Non è necessario raccontare a tutti i costi una storia coerente e limitante». Parlando nel 2007 col Jerusalem Post, ha definito Springsteen «un uomo adorabile» e «un artista unico», dicendo di preferire la musica più poetica degli esordi a quella di maggiore successo degli anni seguenti.















