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È morta Bonnie Pointer


La cantante delle Pointer Sisters aveva 69 anni

Bonnie Pointer nel 1979

Foto: Harry Langdon/Getty Images

Bonnie Pointer, co-fondatrice delle Pointer Sisters, è morta lunedì. Aveva 69 anni, e al momento la causa del decesso è sconosciuta. La notizia è stata confermata dalla sorella maggiore Anita: «Bonnie era la mia migliore amica e parlavamo ogni giorno», ha detto. «Non abbiamo mai litigato. Mi manca già molto e so che un giorno la rivedrò».

Le Pointer Sister hanno iniziato la loro carriera a Oakland, in California, dopo essere cresciute in chiesa. Il gruppo è nato nel 1969 e originariamente si chiamava “The Pointers, A Pair”. Nel 1973 la formazione si è allargata alle sorelle maggiori Anita e Ruth. Suonavano un mix di jazz, R&B e scat con armonizzazioni vocali anni ’40.

Yes We Can Can, la loro prima hit, è stata scritta da Allen Toussaint, ed era un inno funk all’uguaglianza. Le Pointer Sisters, poi, diventeranno uno dei primi gruppi afroamericani ad attraversare tutto il Paese: la ballata del ’74 Fairytale, scritta da Bonnie e June, era una hit e ha fatto vincere al gruppo il primo di tre Grammy. Bonnie era il membro più spigoloso del gruppo. «Sono avventurosa», ha detto nel 1985. «Mi piace prendermi dei rischi. Volevo scoprire cosa potessi fare con le mie forze». Dopo aver firmato un contratto da solista con la Motown, Bonnie ha scalato le classifiche con la hit disco Heaven Must Have Sent You.

Le altre sorelle, che continuavano a farsi chiamare Pointer Sisters, conquistarono un successo ancora più grande. Dopo l’addio di Bonnie, hanno rivoluzionato il loro suono e la loro immagine con una versione di Fire di Bruce Springsteen. Da allora, e fino a metà anni ’80, hanno collezionato una hit dopo l’altra: He’s So Shy, Slow Hand, l’esuberante I’m So Excited, Neutron Dance e Jump (For My Love).

Bonnie, invece, non ha mai ripetuto il successo di Heaven Must Have Sent You. Nel 2011 è stata arrestata per possesso di cocaina. «Sono stata la prima a farmi avanti e cantare in pubblico», ha detto nel 1979. «Volevo far parte dello show business, anche quando tutti mi dicevano che non ce l’avrei fatta».

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