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È fallito il Cocoricò, chiude il club simbolo della Riviera

Una parabola discendente partita nel 2015 con la morte per overdose di un sedicenne e che ha visto il locale di Riccione sprofondare nei debiti

Sebbene l’Italia non abbia mai avuto una scena clubbing vera è propria, si chiude oggi il sipario su una delle pochissime discoteche nostrane conosciute anche oltre confine. Oggi il tribunale di Rimini ha dichiarato il fallimento della società che gestiva il Cocoricò di Riccione, storico tempio dell’elettronica italiana negli anni ’90, simbolo delle notti in Riviera.

Respinta la domanda di concordato preventivo, la prima udienza fallimentare si terrà il prossimo 25 ottobre, quando si costituiranno i vari creditori. La goccia che ha fatto traboccare il vaso sarebbe il mancato pagamento delle imposte, anche se era già da tempo che la parabola del club romagnolo si stava allontanando dagli albori di un tempo.

Tutto iniziò nel 2015, con la morte per overdose di un 16enne avvenuta dentro la storica piramide del locale. Da quel momento in avanti, tra chiusure imposte dalla procura e indagini, sono venuti a galla debiti, tasse non pagate e le indagini penali condotte dalla Guardia di Finanza per evasione, fino ai mancati pagamenti degli artisti che si esibivano durante le serate. Lo scorso gennaio la Finanza aveva disposto un sequestro che superava gli 800mila euro. Era seguita la messa all’asta del marchio, dopo una vicenda che aveva visto implicato anche Gabry Ponte e la sua società Danceandlove, cui il Cocoricò doveva circa 250mila euro per debiti non saldati.

Sebbene negli ultimi anni il locale fosse individuato più come il covo dell’EDM o del tamarrissimo Diabolika piuttosto che ‘la cattedrale’ da cui l’Europa della techno e della house doveva passare tra gli anni ’90 e i primi duemila, la sua consolle ha ospitato alcuni fra i nomi più rilevanti della scena club nazionale e internazionale – che dalle serate Memorabilia portano ai primi set italiani dei pesi massimi della cassa in 4, Richie Hawtin, Jeff Mills e Carl Cox su tutti.

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