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Durante le proteste per George Floyd gli stream di ‘Fuck tha Police’ sono quadruplicati


Insieme a ‘This Is America’ di Childish Gambino e ‘Alright’ di Kendrick Lamar, la canzone degli N.W.A. è diventata la colonna sonora delle rivolte

Foto: Stefan Jeremiah/Shutterstock

Fuck tha Police, l’inno contro la violenza della polizia pubblicato dagli N.W.A. nel 1984, è una delle canzoni di protesta – insieme a This Is America di Childish Gambino, FDT di YG e Alright di Kendrick Lamar – che stanno vivendo una sorta di rinascita streaming durante le proteste per la morte di George Floyd, afroamericano assassinato da un agente di Minneapolis il 25 maggio scorso.

Secondo il report di Alpha Data, gli ascolti di Fuck tha Police tra il 27 maggio e il primo giugno sono aumentati del 272% rispetto ai cinque giorni precedenti alla morte di Floyd. Il picco è stato domenica e lunedì scorso, quando la canzone è stata ascoltata 765mila volte. Non è la prima volta: il singolo degli N.W.A. ha raccolto dati simili ad agosto 2015, durante le proteste per la morte di Michael Brown, ma i numeri di questi giorni sono incredibilmente più alti.

This Is America, nel frattempo, è diventata virale su TikTok ed è stata la colonna sonora dell’ultimo mese. Gli ascolti del singolo di Gambino sono aumentati del 149% nello stesso periodo considerato per Fuck tha Police, e altri brani hanno registrato incrementi simili: Alright di Kendrick Lamar (+71%), Fight the Power dei Public Enemy (+89%), The Charade di D’Angelo (+122%), Don’t Die di Killer Mike (+542%) e Freedom di Beyoncé (+70%). È successo anche con brani vecchi di decenni come Say It Loud – I’m Black and I’m Proud di James Brown (+455%) e I Wish I Knew How It Would Feel to Be Free di Nina Simone (+34%).

Nel 2016 Rolling Stone ha chiesto a Ice Cube degli N.W.A. come si sentisse di fronte alle violenze della polizia sugli afroamericani a quasi 20 anni dall’uscita di Fuck tha Police. «Mi fa sentire come un nero», ha risposto. «Mi fa sentire come sempre. Sono un nero, e mi è sempre sembrato che fossimo in guerra. È semplicemente orribile».

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