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Dopo l’addio di Neil Young e Joni Mitchell, Spotify corre ai ripari

I musicisti accusano la piattaforma di promuovere la disinformazione sui vaccini attraverso il podcast di Joe Rogan, che ha risposto sui social. Ora la piattaforma inserirà un avviso, ma non «censurerà contenuti»

Foto: Sara Kurfess/Unsplash

Pochi giorni fa Neil Young ha deciso di ritirare la sua musica da Spotify. Secondo il cantautore, la piattaforma diffonde informazioni false sui vaccini, soprattutto attraverso podcast come quello di Joe Rogan, e «causa potenzialmente la morte di chi crede alla disinformazione».

Dopo di lui hanno fatto la stessa cosa Joni Mitchell e Nils Lofgren. Ora la piattaforma ha risposto, annunciando l’inserimento di un avviso prima di tutti i podcast che parlano di coronavirus. La decisione è stata spiegata dal CEO Daniel Ek in un post sul blog di Spotiy, For the Record.

«Su Spotify ci sono tante individualità e opinioni diverse, tra cui molte con cui non sono per niente d’accordo», ha scritto, «ma non possiamo diventare censori dei contenuti». Secondo Ek, che non cita direttamente The Joe Rogan Experience o i 270 medici che hanno protestato prima di Young – la piattaforma ha le sue regole che definiscono «cosa sia accettabile o meno».

«A giudicare dal feedback che abbiamo ricevuto nelle ultime settimane», continua il post di Ek, «è chiaro che abbiamo l’obbligo di offrire un’informazione bilanciata e accettata dalle comunità scientifiche che ci stanno guidando in questo momento. Sono temi incredibilmente complessi. Stiamo lavorando a un avviso che parterrà gli ascoltatori direttamente nel nostro Hub dedicato al Covid-19, una risorsa che darà accesso facile a informazioni condivise da scienziati, accademici e autorità sanitarie di tutto il mondo, oltre a fonti affidabili».

Nelle nuove Platform Rules, diffuse il 30 gennaio, Spotify proibisce la pubblicazione di «contenuti che promuovano informazioni mediche false o pericolose che possano danneggiare la salute pubblica». Tra queste c’è la convinzione che «AIDS, Covid-19, cancro o altre patologie mortali siano una truffa» e anche chi «incoraggia il consumo di candeggina per curare le malattie» e «suggerisce che i vaccini approvati dalle autorità siano progettati per causare la morte».

Nel frattempo è intervenuto anche Joe Rogan, che in un video pubblicato su Instagram si dice dispiaciuto per quello che sta succedendo a Spotify ma difende gli ospiti del suo show. «I miei podcast sono strani perché sono conversazioni. Spesso non ho idea di quello di cui parlerò, le mie idee non sono così approfondite perché arrivano in tempo reale, ma faccio del mio meglio, quelle sono conversazioni e credo che sia il fascino dello show. Per questo, voglio ringraziare Spotify per avermi supportato in questo periodo, mi spiace per quello che gli sta succedendo».

Rogan dice che i suoi ospiti sono persone «con grandi credenziali, intelligenti e di successo, con un’opinione diversa dalla narrativa mainstream, e io voglio ascoltarla. Non so se hanno ragione, non sono un dottore, non sono uno scienziato. Sono una persona che si siede e parla con loro. A volte sbaglio, assolutamente, ma cerco di correggermi perché mi interessa dire la verità. Mi interessa scoprirla e parlare con chi ha opinioni diverse».

In futuro, promette di «bilanciare i punti di vista più controversi». «Voglio mostrare ogni tipo di opinione, è così che capiremo cosa succede col Covid, con la nostra salute, il fitness e tutto quello che accade nel mondo».

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