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Dopo Astroworld, Travis Scott lancia un progetto «per rendere gli eventi più sicuri»


Si chiama Project HEAL e prevede borse di studio, finanziamenti per aiutare i giovani con problemi di salute mentale, un gruppo di ricerca sulla sicurezza. «Voglio usare le mie risorse per cambiare le cose»
Travis Scott

Travis Scott. Foto: Amy Harris/Invision/AP

Pochi mesi dopo la tragedia di Astroworld e le accuse a proposito delle falle della sicurezza del festival, Travis Scott ha annunciato la nascita di Project HEAL, un progetto che prevede «una serie di iniziative filantropiche a lungo termine» per aiutare giovani e minoranze e rendere gli eventi più sicuri.

Il rapper l’ha finanziato con 5 milioni di dollari e continuerà a donare una parte dei guadagni «dei suoi prossimi prodotti», come spiega il sito ufficiale di HEAL. «Negli ultimi mesi mi sono preso del tempo per elaborare il lutto, riflettere e capire come fare la mia parte per guarire la comunità», ha detto Scott su Instagram. «Prima di tutto, voglio usare le mie risorse e la mia piattaforma per generare un cambiamento. Sarà un lungo viaggio per me e la mia famiglia».

«Le corporazioni e le istituzioni possono restare nell’ombra, è facile, ma io sono un leader della mia comunità e devo farmi avanti nei momenti difficili. Insieme al mio team ho creato Project HEAL per supportare soluzioni reali che renderanno gli eventi più sicuri», continua Scott. «Onorerò sempre le vittime della tragedia di Astroworld, resteranno per sempre nel mio cuore».

«Ho sempre cercato di creare opportunità per i più giovani, continuerò a farlo finché ne avrò la possibilità. Questo programma sarà un catalizzatore per un vero cambiamento, non vedo l’ora di raccontarvi le nuove tecnologie e le idee a cui stiamo lavorando».

In particolare, Project HEAL supporterà varie iniziative, tra cui un finanziamento aggiuntivo alla borsa di studio “Waymon Webster Historically Black Colleges and Universities”, un’espansione dello Youth Design Center di Houston, lo stanziamento di fondi per aiutare i giovani e le minoranze con problemi di salute mentale, il finanziamento dell’U.S. Conference of Mayors Task Force of Event Safety, un’iniziativa che metterà insieme amministrazioni locali, operatori sanitari, aziende che organizzano eventi e multinazionali dell’intrattenimento per capire come superare le difficoltà legate ai grandi eventi.

«Alla fine di questa fase di ricerca, HEAL, insieme all’US Conference of Mayors, produrrà un report comprensivo di tutta una serie di raccomandazioni che verranno consegnate formalmente agli stakeholder del settore, tra cui i sindaci di ogni città che organizza grandi eventi», spiega il sito del progetto. «HEAL vuole che questo report diventi un modello per tutti i festival».

Lo scorso novembre, poco prima della sua esibizione ad Astroworld, dieci persone sono morte e centinaia sono state ferite. Le vittime avevano tra i 9 e i 27 anni e sono morte per «asfissia da compressione». Ne abbiamo parlato qui.

Nei mesi successivi alla tragedia sono state depositate più di 300 denunce contro Scott e i vari gruppi coinvolti nell’organizzazione del festival, tra cui i promoter Live Nation e ScoreMore, la venue NRG Park e varie aziende che si occupano di sicurezza. Tutti hanno respinto le accuse e Scott ha chiesto di essere escluso dalle denunce poiché, come hanno detto i suoi rappresentanti, «non è giuridicamente responsabile» per la tragedia.

Scott è stato criticato duramente anche dalle famiglie delle vittime, che lo hanno accusato di non aver fermato il festival in tempo. Al momento, nessuno di loro ha commentato pubblicamente il lancio di Project HEAL.

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