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Il Dna musicale dei 5 Seconds of Summer: ecco quello che ascoltano

Dagli All Time Low agli INXS, il quartetto australiano parla delle sue maggiori influenze e ispirazioni

L'album "Sounds Good Feel Good" dei 5 Seconds of Summer è uscito il 23 ottobre

L'album "Sounds Good Feel Good" dei 5 Seconds of Summer è uscito il 23 ottobre

La scorsa settimana, i 5 Seconds of Summer hanno pubblicato il loro secondo album, Sounds Good Feels Good, un lavoro spensierato a radiofonico, che li spinge parecchio verso il pop-punk, tipico di alcuni importanti collaboratori dell’album, come Benji e Joel Madden dei Good Charlotte e Deryck Whibley dei Sum 41. In onore dell’uscita dell’album, il cantante/chitarrista Luke Hemmings e il cantante/bassista Calum Hood hanno raccontato a Rolling Stone quali sono i loro gruppi preferiti e quali le influenze che hanno contribuito a costruire il loro divertente DNA musicale.

All Time Low

Calum Hood: Ho molto rispetto per questa band perchè quando avevo 15 o 16 anni ammiravo molto la capacità di scrittura di Alex. Ho sempre provato a fare una canzone come Jasey Rae o Stay Awake. Questi erano i due pezzi che ho sempre cercato di rifare in ogni modo. Ma adesso penso che stiamo cercando di fare altri passi in avanti nel mondo rock e in quello pop, è un’evoluzione molto figa da seguire. Ovviamente, sta funzionando perché fanno i concerti nelle arene e hanno parecchi passaggi in radio, è una cosa davvero bella da vedere.

Luke Hemmings: Quando ero a casa di Michael (Clifford, il chitarrista dei 5SOS, ndr), guardavo sempre il DVD Straight To. Sono ottimi da seguire per le giovani band come noi, girano spesso in our, scrivono ottimi pezzi e dal vivo sono grandi.

The Used

Hood: Sono la mia band preferita. Amo davvero l’angoscia che tirano fuori, oltre che le parti di chitarra e quelle ritmiche, specialmente perché sono un bassista. Sono sempre alla ricerca di nuove linee di basso e di capire come bassista e batterista lavorano tra di loro. In questa band, rispetto un sacco l’affinità musicale che c’è tra il batterista e il bassista, anche se il batterista originale se n’è andato. Riesci a capire le differenze. I due album che raccomanderei sono In Love and Death e Artwork. Sono i miei preferiti.

Yellowcard

Hemmings: Sono stato un loro fan per un po’. Hanno fatto un sacco di album bellissimi. Ho visto gli Yellowcard al Warped Tour, che non avevo mai visto prima. Non abbiamo il Warped Tour in Australia. Il loro show è stato fighissimo. Alcune delle loro canzoni non le conosco, ma anche se non consoli le parole, sono ancora molto fighi da vedere. Mi sono innamorato di loro grazie a quel live.

State Champs

Hood: Siamo andati in tour assieme in Australia. Sono davvero completamente tranquilli con il fatto di non poter essere catalogati. Sono abbastanza maturi da dire, «Possiamo guadagnare un sacco di fan con questo tour». Quindi sono venuti con noi. Sono persone super, ottimi musicisti, e ottimi autori. Sono di sicuro da tenere d’occhio. Amo Deadly Conversation e il loro nuovo singolo Secrets.

Good Charlotte

Hemmings: Sono la prima band che abbia mai visto in concerto. Avevo 13 anni e quando sono saliti sul palco ho capito che era quello che avrei voluto fare da grande. Il loro album eponimo era in repeat sul mio Discman quando andavo a scuola. Hanno grinta e delle emozioni vere, c’è una storia vero dietro i loro pezzi.

INXS

Hemmings: Essendo una band australiana, sono molto importanti per me. Guardare crescere una band che arriva da Perth e che riesce a girare il mondo suonando negli stadi è incredibile. Hanno inventato una sorta di nuovo modo di fare musica, davvero. Erano oltre il loro tempo. Quando li ascolto ora, resto ancora colpito da come potessero suonare così. Michael Hutchence è un frontman incredibile e ha avuto una grande influenza su di me. Mi piacciono un sacco Mystify e New Sensation.

Sugarcult

Hood: Le melodie e le linee di chitarra sono bellissime. Alcune nostre cose sono simili alle loro. Mi piacciono molto. Dovresti ascoltarli, davvero! Soprattutto Los Angeles e Memory.

Green Day

Hemmings: Come i Good Charlotte, i Green Day hanno avuto una grossa influenza su di me. Anche solo il loro modo di suonare e l’energia che mettono in uno show sono incredibili. Tengono le redini di uno stadio intere. Dopo l’uscita di American Idiot, ho riscoperto tutti gli altri album, usciti quando ero giovane. Ma American Idiot, il modo in cui uscirono con un’affermazione del genere, è stato davvero pazzesco. Li amo ancora. È probabilmente la nostra band preferita.

Mayday Parade

Hood: Il loro penultimo album, Monsters in the Closet, è uno dei miei preferiti. È un po’ la stessa cosa con gli All Time Low; hanno qualcosa che ci accomuna. Hanno un posto speciale nei nostri cuori. Mi ricordo che Michael mi insegnò a suonare Three Cheers for Five Years nel suo bagno. Ho dei bellissimi ricordi legati a questa band. Una delle mie canzoni preferite è 12 Through 15. Mi piace molto il bridge e la linea di basso. Sono fucking amazing.

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