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Disco Maratona: perché gli album sono sempre più lunghi?

Paradossi dello streaming: al giorno d'oggi registrare album di lunga durata fa scalare le classifiche più in fretta.

Con 24 tracce in un’ora e 46 minuti, Culture II dei Migos dura quanto tutto The Wall dei Pink Floyd, più metà di The Dark Side of the Moon. Il debutto dell’album al primo posto della classifica Billboard è l’ultimo grande scossone dato dallo streaming al modo di consumare la musica: la creazione dei mega-album.

‘Heartbreak on a Full Moon’ di Chris Brown non ha singoli nella Top 40, ma è diventato disco d’oro spinto dal numero delle sue canzoni. 45 (57 nella versione deluxe)

Su Spotify la durata dei cinque dischi più ascoltati in assoluto è di quasi 10 minuti superiore rispetto agli ultimi cinque anni, per una media di 60 minuti di durata.
A cosa è dovuto questo trend? «La sovrapposizione di album e canzoni extra è una strategia per raggiungere certi obiettivi», dice Malcom Manswell, marketing manager dell’Atlantic Records. Nel 2014 Billboard ha incorporato lo streaming nei calcoli delle sue chart (1500 ascolti on-demand equivalgono a un LP), e due anni dopo la Recording Industry Association of America ha adottato la stessa formula per certificare gli album.

‘Teenage Emotions’, il debutto di Lil Yachty per una major, non è “short” come il mixtape che ha lanciato la sua carriera. 21 tracce, a superare l’ora di ascolto

Gli album extralarge, che generano più streaming, aiutano a spingere un album al debutto al numero uno in classifica e ad accumulare dischi d’oro e di platino. Lo scorso autunno Chris Brown ha pubblicato Heartbreak on a Full Moon, album da 45 pezzi, che ha conquistato l’oro in meno di 10 giorni. La certificazione rimane «l’indicazione della grandezza di un artista», dice Manswell. «Dal punto di vista delle sponsorizzazioni, questo aiuta le etichette a vendere un artista o ad avvicinare un brand».

I mega album fanno anche incassare. «Se gli utenti preferiscono ascoltare l’intero disco, c’è un incentivo economico all’ascolto del maggior numero di tracce, e questo, moltiplicato per milioni di users, significa tanti, tanti soldi», dice Tracy Maddux, Ceo di CD Baby, un distributore di dischi digitali e fisici.

“Se perdo un giorno di lavoro, ho paura che potrei rinunciare a un botto discografico”, ha detto una volta Future circa il suo modo di lavorare. Non a caso ha rilasciato due album back-to-back nel febbraio 2017.

Non tutti si muovono secondo questo approccio. Bruno Mars, con il suo capolavoro retrò 24K Magic, non è andato oltre i 33 minuti, una durata da vinile. E ha ugualmente conquistato il Grammy per l’album dell’anno. «Più non è sempre meglio», dice Joie Manda, vice presidente di Interscope Geffen A&M, che, tra gli altri, ha curato i lavori di Machine Gun Kelly e Rae Sremmurd. «Se butti fuori 100 canzoni ogni anno è come se comprassi 100 biglietti della lotteria: non è un grande piano, rischi di compromettere la qualità del disco».

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