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David Bowie & friends

Dalla ‘resurrezione’ di Iggy Pop fino all'amico John Lennon, dalla trasformazione di Lou Reed a quel giro di basso improvvisato con i Queen

Durante la sua carriera David Bowie è stato un artista totale, un songwriter capace con la sua opera non soltanto di ridefinire i colori della scena musicale, ridisegnandone l’intero immaginario con personaggi iconici come Ziggy Stardust o il Thin White Duke – di conseguenza stabilendo nuove regole dell’industria discografica – ma anche di scrivere le note e le parole della musica che sarebbe arrivata dopo di lui, con un’eredità e un eco talmente potente da arrivare ai nostri giorni.

In una carriera costellata di album sperimentali con cui cambiare ogni volta la direzione sonora di un’epoca, toccando sfumature che vanno dalle chitarre elettriche fino ai synth modulari, Bowie non smise mai di mettersi continuamente in gioco, così come testimoniano anche i duetti e le collaborazioni – talvolta passate alla storia – con cui l’artista inglese si mise alla prova. Ecco le migliori, dalla ‘resurrezione’ di Iggy Pop all’improvvisazione con i Queen nata su un giro di basso…

“All the Young Dudes” con Mott the Hoople

Dopo quattro album senza successo, i rocker inglesi stavano valutando di smettere, quando arrivò Bowie con questo inno glam. Fu il secondo tentativo dopo che la band rifiutò la sua prima proposta: Suffragette City.

“Transformer” con Lou Reed

Dopo aver celebrato Lou Reed in Queen Bitch su Hunky Dory, Bowie lo aiutò a fare il salto solista dopo i Velvet Underground, producendo Transformer nel 1972, con Mick Ronson. La chitarra di Ronson domina l’album e Bowie aggiunge coretti adorabili su Satellite of Love.

“Fame” con John Lennon

«David fu vicinissimo alla famiglia», disse Yoko Ono dopo la morte di Bowie. Questa vicinanza passò anche attraverso Fame, registrata a N.Y. nel 1975. Bowie la definì «una piccola canzone arrabbiata», ma finì col diventare un singolo numero uno in USA.

“The Idiot” e “Lust for Life” con Iggy Pop

«Mi ha fatto risorgere», disse Iggy Pop di Bowie, quando tornò in pista dopo la fine degli Stooges. Bowie si occupò dei synth nel disco The Idiot del 1977 per poi mettere mano anche al successivo Lust for Life. «Non ho mai incontrato uno così brillante», disse Iggy.

“Under Pressure” con Freddie Mercury

Nell’81, Bowie e i Queen stavano registrando nello stesso studio in Svizzera, quando Bowie accettò di apparire in un pezzo, Cool Cat. Non funzionò (Bowie chiese che la sua voce venisse tolta), ma in seguito cominciarono a improvvisare insieme su una linea di basso che sarebbe diventata uno dei più grandi inni rock.

“Little Drummer Boy” con Bing Crosby

Bowie voleva allargare la sua fama partecipando alla leggendario speciale TV del crooner. La loro versione di Little Drummer Boy, pezzo che Bowie odiava, divenne un singolo nel 1982 e un classico delle feste natalizie.

“Dancing in the Street” con Mick Jagger

La coppia Bowie-Jagger si era formata in occasione del concerto benefico Live Aid, con i due cantanti che avrebbero dovuto incidere una loro versione di One Love di Bob Marley in seguito scartata. Ma quando, nel giugno dell’85, il cantante degli Stones raggiunse Bowie ad Abbey Road – dove erano in corso le registrazioni per Absolute Beginners – ecco che in appena quattro ore venne alla luce questa meravigliosa versione del brano di Marvin Gaye.

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