Dave Grohl: «Nandi Bushell mi ispira quanto i dischi di Beatles e Led Zeppelin» | Rolling Stone Italia
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Dave Grohl: «Nandi Bushell mi ispira quanto i dischi di Beatles e Led Zeppelin»

«Se volete scoprire il vero significato del rock’n’roll, guardatela suonare», ha detto il rocker della giovane batterista

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Dave Grohl

Foto: Eugene Gologursky/Getty Images for The New Yorker

«Se volete scoprire il vero significato del rock’n’roll, guardate Nandi mentre suona la batteria». Lo dice Dave Grohl, che in una recente intervista per il numero speciale sui Grammy di Rolling Stone US ha parlato del ritorno live del gruppo, della Rock and Roll Hall of Fame e della giovane batterista, con cui ha anche condiviso il palco la scorsa estate.

«Guardarla suonare mi ispira quanto un disco dei Beatles, degli Zeppelin, degli AC/DC e degli Stones. Vedere la sua passione e quanto crede nella musica… se non vi ispira, niente potrà farlo», ha detto Grohl. «Poter condividere il palco con lei dà senso a tutto quello che facciamo. E la cosa più divertente è che dopo quella jam Everlong è tornata in classifica».

Secondo il rocker, il successo di Nandi Bushell è un altro segno del ritorno del rock. «Ci sono tante grandi band in giro e spero che otterranno sempre più attenzione, le cose stanno girando meglio per la musica basata sulle chitarre. È molto eccitante. Io ho gusti eclettici, mi piace di tutto dal jazz al K-pop. Ma quando vedo artisti giovani che imbracciano le chitarre, dentro di me si accende una piccola luce. Mi rende felice».

Nel corso dell’intervista, Grohl ha anche raccontato la genesi del tributo ai Bee Gees. «Eravamo in studio a registrare versioni live dei pezzi per alcune stazioni radio. In un angolo c’erano due persone che parlavano del documentario sui Bee Gees. L’avevano visto tutti tranne me. Così ho detto: sapete che c’è? Registriamo un loro pezzo, facciamo You Should Be Dancing», ha detto. «Non mi sono mai divertito così tanto, forse è la cosa migliore che abbiamo mai fatto. Abbiamo fatto quel disco in una settimana e solo per divertirci. La cosa migliore è stata leggere le recensioni negative. Quel progetto esiste solo per farci ridere. Spero che succeda anche con gli altri».

Di recente Grohl ha anche pubblicato un libro, The Storyteller, in cui racconta i momenti più importanti della sua vita (ne abbiamo parlato qui). A questo link, invece, trovate la digital cover story di Rolling Stone sui Foo Fighters.

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