Damon Albarn si è esibito a sorpresa alla première mondiale di Artificial, il film di Luca Guadagnino sull’intelligenza artificiale incentrato sulla figura di Sam Altman, uno dei co-fondatori e primo ceo di OpenAI.
Tra una data e l’altra dei Gorillaz, che si sono esibiti domenica a Toronto e saranno questa sera a Cleveland, Albarn è apparso alla Alice Tully Hall nell’ambito del New York Film Festival e ha partecipato a un Q&A al fianco del regista del film, dello sceneggiatore Simon Rich e gli interpreti tra cui il protagonista Andrew Garfield, Yura Borisov e Cooper Hoffman.
Guadagnino si è detto fan di Albarn, dei suoi testi poetici, del modo in cui costruisce mondi lavorando sugli opposti, ad esempio giustapponendo elementi sinfonici ed elettronici. «Sono un po’ megalomane, per cui mi sono detto: perché no?». E così gli ha chiesto di scrivere la colonna sonora.
«Il contributo di Damon è quanto di più vicino si possa essere a una profonda umanità in un mondo che, in qualche modo, dimentica cosa significhi essere umani», ha detto Guadagnino. Chi lo ha visto afferma che la colonna sonora è una parte non secondaria del film e nel suo insieme compone un vero album.
Prima della proiezione Albarn si è esibito accompagnato da un coro (il Brooklyn Youth Chorus, riporta Repubblica) e da un vibrafonista.
Surprise Damon Albarn performance at #NYFF64 before the official world premiere of #Artificial https://t.co/QexZwN2GH7
— Matt Neglia @NYFF (@NextBestPicture) October 5, 2026
A surprise live performance played before Luca Guadagnino’s “Artificial” worldwide premiere at #NYFF https://t.co/4PEzwkAqjP
— Variety (@Variety) October 5, 2026
«Non pensavo che sarei stato in grado di mettere assieme una colonna sonora decente», ha detto Albarn, che si è però convinto non appena ha incontrato Guadagnino: «This is the guy for me».
Albarn descrive il processo come un «viaggio emotivo» per un film in cui tutti si sono impegnati oltre ogni aspettativa perché descrive un «momento critico» della nostra società, «bilanciando cupezza e senso dell’umorismo». Quando pensa all’intelligenza artificiale, ad Albarn viene in mente «lo specchio in Biancaneve: è tutto quello che vuoi essere».















