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Mina compie gli anni. Ecco cosa dicono di lei i più grandi di sempre, da Mick Jagger a Andy Warhol

Oggi la Tigre di Cremona compie 75 anni. Le rendiamo omaggio con i pensieri più limpidi che le hanno dedicato alcune fra le figure più influenti di tutti i tempi.

Mina Mazzini, ritratta da Mauro Balletti ed elaborata graficamente da Giovanni Gastel, in occasione del progetto "Le 100 Facce della Musica Italiana"

Mina Mazzini, ritratta da Mauro Balletti ed elaborata graficamente da Giovanni Gastel, in occasione del progetto "Le 100 Facce della Musica Italiana"

Oggi Mina Anna Maria Mazzini compie 75 anni.

Un traguardo più che meritato per una donna—o meglio, una Tigre, come l’hanno soprannominata per via di una leggendaria tenacia—che negli oltre 50 anni di ruggiti è riuscita a conquistare ogni singolo individuo dotato di un cuore e due timpani, abituati o meno alla lingua italiana.

“Mina? Un fantasma lunare, aggressiva e un po’ pop…”

Andy Warhol

Per unirci ai festeggiamenti, abbiamo raccolto (grazie all’aiuto di Loris Biazzetti, presidente del Mina Fan Club) le dichiarazioni più appassionate su Mina e la sua musica, confidate da alcune delle figure più influenti dell’era moderna.

Un piccolo omaggio per una grande Donna. Buon compleanno, mascherina!

1. Mick Jagger (2002)
«Persone come me, Tina Turner, Paul McCartney e, in Italia, gente dalla voce d’angelo come Mina, abbiamo mantenuto la nostra vitalità adolescenziale perché non abbiamo ceduto a compromessi di alcun genere…»

2. Elvis Costello (2002)
«Mina è la più grande cantante italiana e non capisco come abbia fatto ad accorgermene così tardi. Mi ricorda Dusty Springfield. L’ho scoperta per caso, mettendo il naso – e l’orecchio – tra i dischi di mia moglie, che studia la vostra lingua e cura uno show radiofonico in cui figurano spesso pezzi italiani. Per Mina ho avuto una specie di folgorazione e sono andato subito a comprarmi tutti i suoi album. E poi, adoro l’Italia…»

3. Andy Warhol (1972)
«Mina? Un’attrice nata, simbolo della civiltà tecnologica, fantasma lunare, aggressiva e un po’ pop…»

4. Céline Dion (2010)
«Luciano Pavarotti mi parlava sempre di Mina e non certo solo quando eseguimmo in duetto la versione inglese di Grande grande grande. Anch’io sono nata nel mese di marzo, come Mina; anch’io penso alla sua voce come a un grandissimo, inimitabile dono della natura, il riflesso di un’anima»

5. Johnny Marr (ex chitarrista degli Smiths) (2011)
«Stavo guardando un vecchio documentario della BBC su Ennio Morricone e nel sottofondo si sentiva una canzone. Ho fatto un po’ di ricerche e ho scoperto che si trattava di Se telefonando di Mina. Ne sono rimasto stupefatto. Sostanzialmente è Morricone condensato in tre minuti, e Mina è una ragazza ribelle davvero forte, una specie di Lesley Gore italiana. L’audacia di questa canzone è eguagliata dalla personalità e dal talento di questa canzone…»

6. Gilbert Bécaud (1966)
«Tu, Mina, hai un unico difetto. Quello di essere nata in Italia. Se tu fossi nata in Francia, a quest’ora saresti un monumento nazionale. Come lo è stata la Piaf. Come è Brigitte Bardot. O la Moreau. E la gente, i giornalisti, i fotografi, consapevoli e grati di quell’evasione dalla realtà che tu dai con la tua voce, con le tue canzoni, col tuo innegabile fascino, ti sarebbero grati. Ti dimostrerebbero ammirazione. In Italia no, lo sai anche tu. Più diventi brava e più il pubblico, la gente, chissà perché, si accanirà contro di te per distruggerti»

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