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Cosa ascoltano i candidati alle primarie per la Casa Bianca

Da Hillary Clinton con Selena Gomez a Marco Rubio e gli N.W.A., le scelte musicali dei possibili presidenti

Hillary Clinton in New Hampshire, foto di Natasha Moustache/WireImage

Hillary Clinton in New Hampshire, foto di Natasha Moustache/WireImage

C’era un periodo in cui per un presidente americano era una sfida apprezzare George Gershwin, come faceva Harry Truman quando voleva prendersi una pausa dalle sue passioni classiche, Mozart, Beethoven e Chopin. Quei giorni sono finiti: i candidati attuali sono fan di un cose diversissime, da California Love di 2pac a Comfortably Numb, fino a Where Have All the Flowers Gone? di Pete Seeger.

Ma quanto sono appassionati di musica? Rolling Stone ha contattato tutti i candidati principali, ha fatto nuove interviste, ha esaminato le playlist dei vari comizi e ha scavato a fondo nella loro storia musicale per scoprirlo. Alcune cose cose le sapevamo già (come Ted Cruz che dice di non apprezzare come il rock ha risposto agli attacchi dell’11 settembre) e alcune cose sono sorprendenti (Mike Huckabee vi racconterà tutto dei Grand Funk Railroad).

E tutte queste informazioni sono di estrema importanza, visto che avranno un ruolo fondamentale sulla scelta della musica ai concerti alla Casa Bianca, alle inaugurazioni e molto altro.

Hillary Clinton

Storia musicale
Come la maggior parte della gente della sua generazione, la Clinton è cresciuta con il classic rock: “Beatles e Rolling Stones, Who e Doors”, ha detto di recente. “Tutto quella roba, più la musica classica. Mi piace perché mi serve come calmante quando penso a cose stressanti”. Durante il college ballava i pezzi di Elvis e delle Supremes.

Gusti musicali
La Clinton ha pubblicamente apprezzato artiste femminili come Loretta Lynn, Selena Gomez, Lana Del Rey e Lady Gaga. In un recente articolo per il numero Women in Music di Billboard, ha scritto che queste donne sono «il meglio nel loro settore, che si tratti di guidare una band soul, di scrivere ipnotici inni dance, di rappare sul ruolo delle donne o sussurrare ballate di cuori infranti e amori adolescenziali». Di recente, ha anche elogiato Beyoncé. «Se vedi Beyoncé in TV, è impressionante. Se la incontri di persona, ti lascia senza fiato. E mi chiedo ‘come fa a farlo?’. È incredibile. Vorrei essere un Presidente bravo quanto lei lo è nel suo lavoro».

On The Road
Alla fine della sua campagna, la lineup dei pezzi è sempre la stessa. 13 canzoni che vanno dal latin pop (Let’s Get Loud di Jennifer Lopez, Vivir Mi Vida di Marc Anthony), pop (Roar di Katy Perry, Stronger di Kelly Clarkson, Brave di Sara Bareilles), un po’ di modern rock (Best Day of My Life e Believer degli American Authors, The Fighter dei Gym Class Heroes). Se la lista sembra presa da un focus group, è perché lo è: la Clinton ha pagato 90 mila dollari a un consulente di Portland per crearla.

Donald Trump, fonte Facebook

Donald Trump, fonte Facebook

Donald Trump

Storia musicale
Nella recente biografia di Michael D’Antonio, Never Enough, Trump ha detto di aver fatto un occhio nero alla sua insegnante di musica quando aveva 15 anni, dicendo «Non penso sapesse nulla di musica».

Gusti musicali
Trump ha fatto i nomi di gente come Aerosmith, Elton John, Paul McCartney e Michael Jackson in passato, e sembrava pensare che loro fossero “magnifici” tanto per la loro personalità quanto per la loro musica. I suoi gusti musicali vanno indiscutibilmente verso il centro del classic rock; secondo i suoi assistenti, Trump ha selezionato personalmente la sua playlist, che include canzoni come Brown Sugar degli Stones. Il pezzo forte della sua campagna però è stata We’re Not Gonna Take It dei Twisted Sister, che fa suonare alla fine dei suoi incontri.

On The Road
Trump è stato visto al concerto del 2006 di Crosby, Stills, Nash & Young a New York, dove ha parlato parecchio con il suo compagno di concerto Salman Rushdie. Dopo quella volta, ha detto a Rolling Stone di Young, «Ha qualcosa di davvero speciale. Ho ascoltato la sua musica per anni e l’ho visto prima del concerto, ma sono andato al concerto in cui omaggiavano Bob Dylan anni fa al Madison Square Garden e Neil ha spaccato tutto. Nessuno era al suo livello. Ha suonato per me ai miei casinò per anni ed era sempre il migliore. L’ho incontrato in più di un’occasione ed è un tipo incredibile… La sua voce è perfetta, affascinante. Ha 63 anni e non penso sia cambiato di una virgola». Fa notare di come gli piacciano di più «i vecchi pezzi», parlando della discografia di Young. Di recente, però, il cantante ha chiesto a Trump di smettere di usare Rockin’ in the Free World nei suoi incontri, e Trump ha risposto definendolo un ipocrita.

Ben Carson, foto di J. Countess/Getty Images

Ben Carson, foto di J. Countess/Getty Images

Ben Carson

Storia musicale
Chiaramente, essendo cresciuto nella Detroit degli anni Sessanta, Carson ama il suono della Motown. «È un po’ difficile crescere nella Motown senza amare il suono Motown, in particolare il sassofono baritono, segno distintivo dell’etichetta», dice a Rolling Stone. Carson si è esibito alla cornetta e al corno in gruppi jazz e classici alla high school, esibendosi in hit Motown come Get Ready e tra i suoi gruppi preferiti nomina immediatamente i Four Tops.

Gusti musicali
A Carson piace la musica classica, principalmente compositori barocchi come Bach, Handel e Vivaldi. (Durante le operazioni chirurgiche gli piace molto mettere della musica classica di sottofondo e chiedere ai suoi assistenti di indovinare il compositore). Quando devo dire le sue canzoni preferite, Carson cita Yesterday When I Was Young, la ballata country del 1969 di Roy Clark, “la melodia, l’armonia e la progressione degli accordi sono bellissimi”. Ma la canzone che lo tocca più nel profondo è MacArthur Park, soprattutto nella sua versione originale di Richard Harris. “È una canzone lunga, di sette minuti. E molte parole non hanno alcun senso: ‘MacArthur’s Park is melting in the dark’. Cosa diavolo vuol dire? È composta di tre parti diverse e la seconda – dove dice ‘I will drink the wine while it is warm and never let you catch me looking at the sun’ — è meravigliosa. Ma anche qui, le parole non hanno molto senso”.

On The Road
Carson ha una passione per il rock con derivazioni classiche, specialmente per Days of Future Passed, l’album symphonic-rock dei Moody Blues. Dice a Rolling Stone, «Mi piace il modo in cui unisce il rock and roll e la musica classica. Da Evening a Tuesday Afternoon, mi piace quasi tutto l’album, davvero». Quando chiediamo se apprezza altre band che pescano dalla musica classica, come Emerson, Lake & Palmer, dice, «Mi piacciono quasi tutte». Un altro inaspettato ricordo della sua adolescenza è il brano disco I Will Survive di Gloria Gaynor. «Se ascolti la versione estesa, ha un favoloso intermezzo strumentale, con le trombe. È una traccia davvero ben fatta».

Bernie Sanders ad Atlanta con i suoi sostenitori, foto di Prince Williams/WireImage

Bernie Sanders ad Atlanta con i suoi sostenitori, foto di Prince Williams/WireImage

Bernie Sanders

Storia musicale
Nel 1987, quando era ancora sindaco di Burlington, Vermont, Sanders ha registrato un album, pubblicato solo in cassetta, We Shall Overcome: su un lato c’erano cover di pezzi folk come This Land Is Your Land e Where Have All the Flowers Gone? e sull’altro lato era registrata A Conversation With Bernie Sanders. Lo stile musicale di Sanders non era propriamente musicale: «Pur essendo molto talentuoso, non ha neanche un minimo di musicalità nel suo corpo, e questo diventa ovvio, dolorosamente ovvio, ascoltandolo», dice il produttore Todd Lockwood a Seven Days, il settimanale alternativo del Vermont. «Questo tizio non sa neanche battere a tempo il piede quando sente la musica in radio. Non ha senso della melodia, non ha senso del ritmo. Cosa che mi sorprende, visto che ha buon ritmo quando parla in pubblico».

Gusti musicali
L’anno scorso, Sanders ha detto a Rolling Stone che preferisce la musica classica: «Sul mio iPad, ho tutte le sinfonie di Beethoven», ha detto. Parlando di pop, menziona il Motown sound, nello specifico le Supremes e i Temptations. Sanders ha confessato il suo amore per gli Abba e la disco (nello specifico, i Bee Gees), e per Celine Dion. Al The Ellen DeGeneres Show lo scorso autunno, ha ballato (poco) su Disco Inferno dei Trammps. Ha usato un minuto di America di Simon & Garfunkel nello spot per il caucus in Iowa.

On The Road
I veri fan sanno che We Shall Overcome è stato registrato nello stesso studio in cui i Phish hanno lavorato a A Picture of Nectar nel 1992. Sanders ha anche recentemente cantato con i Vampire Weekend in Iowa.

Chris Christie, foto Facebook

Chris Christie, foto Facebook

Chris Christie

Storia musicale
Christie, cresciuto in New Jersey negli anni ’60, dice che il suo primo 45 giri dovrebbe essere War di Edwin Starr: «Mi ricordo i miei genitori che passavano in corridoio e urlavano, ‘Spegnilo! Spegnilo!’» racconta a Rolling Stone. «L’ascoltavamo a volumi altissimi.» Ma niente è comparabile a quella notte di dicembre nel 1975 in cui un amico l’ha portato a vedere Springsteen alla Seton Hall University in New Jersey. «Avevo già sentito Rosalita, poi mi hanno invitato e ho detto ‘Perché no?’ Era il ragazzo più emozionante che avevo mai visto sul palco. Mi ha conquistato subito.»

Preferenze
Per Christie esiste solo Springsteen, anche se a volte il suo eroe non è d’accordo con lui a livello politico. «Abbiamo le nostre divergenze, e sono sicuro di non essere il suo preferito su alcuni temi,» ha detto. «Ho imparato molto tempo fa a separare quello che Bruce dice di politico sul palco o nelle interviste su cui non sono d’accordo dall’affetto che provo verso la sua musica. Non ho mai perso la voglia di prendere la macchina e mettere su i suoi pezzi.» Il suo album preferito è Born to Run: «Parla a chi ero e del posto da cui vengo. In alcuni pezzi di Born to Run ci sono un sacco di riferimenti al New Jersey, ovviamente.» Thunder Road è il suo pezzo preferito: «Ha dentro tutto quello che rende grande la musica di Bruce. Una meravigliosa melodia, testo bellissimo. È la canzone perfetta per aprire Born to Run perché sembra un benvenuto. Sembra un invito a godersi l’esperienza.»

Nella sua classifica seguono gli album Darkness on the Edge of Town («scritto dopo un brutto periodo in cui litigava con il suo manager e non poteva registrare, quindi si sente la rabbia nei pezzi») e Magic, che Christie definisce «un disco sottovalutato». «Girls in Their Summer Clothes è un pezzo estivo perfetto, e Radio Nowhere è molto divertente» ha detto. «Ci sono degli scarti, tipo Gypsy Biker. Non mi piace Devil’s Arcade. Ma Long Walk Home è un classico di Springsteen. Parla di tutto quello che riguarda il posto da cui vieni e chi sei.» L’album che gli piace meno è The Ghost of Tom Joad, che ha definito «musica con cui impiccarsi.»

Preferenze che non sono Bruce

A Christie piace anche Billy Joel: «Il tipo che ha scritto Captain Jack ha scritto anche You’re My Home. Lo stesso che ha scritto Uptown Girl ha scritto anche Honesty. Aveva un ampio repertorio. C’erano un po’ di canzoni in Glass HousesAll for Leyna, Sometimes a Fantasy e Sleeping with the Television On – con il tema di essere ossessionati da una donna. Molto divertenti.» A Christie piace anche Bryan Adams («Ci si scorda di quante hit abbia fatto») e i Talking Heads («And She Was e Wild Wild Life, abbiamo ascoltato quei pezzi al liceo e nei primi anni di università – ci bevevamo un paio di birre e ci mettevamo a ballare»). Il suo disco preferito del momento è Doo-Wops & Hooligans di Bruno Mars: «Grenade e Runaway Baby sono ottime. E poi fa una cosa come The Other Side con Cee Lo. È uno di quei pezzi che puoi mettere in macchina quando vuoi divertirti un po’.»

On The Road
Si diverte ascoltando Barry White («Era un personaggio. Era così esplicito con i testi e la Love Unlimited Orchestra, e mi faceva ridere») e i Backstreet Boys: «Adoro ascoltare I Want It That Way e Everybody. C’è qualcosa nei pezzi dei Backstreet. Ma niente NSYNC.»

Jeb Bush, foto di Michael Vadon

Jeb Bush, foto di Michael Vadon

Jeb Bush

Storia musicale
Nel suo libro Reply All, Bush racconta delle lezioni di piano che prendeva da piccolo. «Era dura e non mi divertivo,» scrive. «E poi non ero molto bravo. Ma sapete cosa? Mi ha dato disciplina, che mi è servita da adulto. Quindi il mio consiglio è obbedire sempre alla mamma.»

Preferenze
Cita Stevie Wonder e Al Green, ma dice di avere una propensione per il country, il che spiega perché il pezzo Homegrown della Zack Brown Band è fisso ai suoi comizi. Altri brani che si possono sentire agli eventi di Bush sono Wheel in the Sky dei Journey, Still Unbroken dei Lynyrd Skynyrd, Two Tickets to Paradise di Eddie Money e Sweet Emotion degli Aerosmith. Suo figlio, Jeb Jr., ha detto che a casa loro si ascolta salsa e Luis Miguel, grazie alla moglie messicana di Bush, Columba.

On The Road
Bush aveva organizzato una raccolta fondi per i candidati repubblicani al senato al museo Birthplace of Country Music di Bristol, Tennessee. Il museo racconta la saga delle Bristol Sessions, le sessioni di registrazione del 1927 di Jimmie Rodgers e la Carter Family che hanno diffuso il country in tutta America. Il museo organizza delle mostre su Dolly Parton, Willie Nelson e Emmylou Harris.

John Kasich, fonte Facebook

John Kasich, fonte Facebook

John Kasich

Storia musicale
Come molti della sua età (63 anni), Kasich è cresciuto con il classic rock, Pink Floyd e AC/DC (Thunderstruck è stata usata a un suo evento). A un concerto dei Grateful Dead nel 1991 a D.C., Kasich – allora membro della Camera dei Rappresentanti – aveva un pass per il backstage per vedere Dwight Yoakam che apriva lo show, e che ha cercato di usare per vedere anche i Dead. Quando la crew dei Dead gli hanno vietato di avvicinarsi a Garcia e agli altri, hanno iniziato tutti ad alzare la voce; Kasich ha detto che era solo perché la musica era alta.

Preferenze
Ha detto che il miglior concerto che ha mai visto è il tour di The Wall di Roger Waters, e ha scherzato (o forse no) che avrebbe chiesto ai Pink Floyd di suonare al suo insediamento alla Casa Bianca – ha dichiarato che se dovesse diventare presidente riunirà i Pink Floyd. Ha anche detto che apprezza la cosiddetta «musica alternativa» come i Pearl Jam e i Linkin Park, oltre a Pompeii dei Bastille.

On The Road
L’amore per il prog di Kasich è diventato noto a tutti quando nel 2011 ha chiesto alla Rock and Roll Hall of Fame perché non avessero incluso i Rush. Quando qualche anno dopo sono stati inseriti nella Hall, ha twittato «Felicissimo per loro». Kasich è anche un fan del formato album: «Il problema oggi,» dice, «è che puoi amare tanta musica, ma molti non producono più grandi album. Uno degli ultimi è stato dei Green Day. Ma non ci sono più interi album con una hit dopo l’altra.»

Marco Rubio, foto Facebook

Marco Rubio, foto Facebook

Marco Rubio

Storia musicale
A metà anni ’80, Rubio ha scoperto gli Afrika Bambaataa e Grandmaster Flash, attirandosi le ire dei suoi amici fan di Van Halen. I pezzi hip-hop preferiti di Rubio sono Straight Outta Compton degli N.W.A, Killuminati di 2Pac e Lose Yourself di Eminem.

Preferenze
L’album preferito di Rubio è All Eyez on Me di 2Pac. «È andato nella West Coast alla Death Row Records e hanno prodotto uno dei migliori album rap di sempre, dove c’erano California Love e un sacco di altri pezzi,» ha detto. Quell’epoca è la sua preferita: «Forse sto invecchiando. La amo ancora. Soprattutto quello che è uscito negli anni ’90 dalla West Coast, con Dre e Tupac quando ha lasciato la East Coast. Era un bel momento. Non penso che avrebbero dovuto ammazzarsi a vicenda o litigare, ma ero un fan della West Coast.» In seguito Rubio ha lodato Drake e The Weeknd per il modo in cui ha mischiato generi diversi.

On The Road
A luglio Rubio a twittato, «Liberate due ore dai miei impegni il 14 agosto. Devo vedere Straight Outta Compton». In un altro tweet, Rubio ha difeso il suo connazionale Pitbull: «Fa musica da festa non con messaggi. C’è sempre stato posto per questo nell’hip hop».

Carly Fiorina, foto Facebook

Carly Fiorina, foto Facebook

Carly Fiorina

Storia musicale
Fiorina ha studiato pianoforte da piccola costretta dai genitori. «Dopo un po’ ho capito che studiare musica e migliorare la mia tecnica mi aveva conquistato,» ha scritto. «Mi esercitavo per ore… Ho scoperto che la musica è qualcosa che parla alle nostre paure, ai nostri dubbi e incubi.» Ha detto che Mozart è «angelico e di una bellezza di un altro mondo… Sentivo rabbia e paura in Beethoven. La sua musica era sublime, e trionfante nella sua sofferenza e umanità.» Col tempo Fiorina ha lasciato perdere la possibilità di diventare una musicista professionista: «Ho capito che per quanto amassi la musica non potevo vivere nell’isolamento che porta questa carriera. E poi chissà se avevo davvero talento.»

PreferenzeChina Groove e Listen to the Music dei Doobies e Domino e Moondance di Van Morrison. Fiorina ha detto che ascolta Morrison per risollevarsi il morale.

On The Road
«Le nipoti di Carly sono grandi fan di Taylor Swift», ha detto un portavoce di Fiorina, «quindi le piace ascoltare le canzoni di Taylor con loro.»

Mike Huckabee (a destra), foto Kyle Richards

Mike Huckabee (a destra), foto Kyle Richards

Mike Huckabee

Storia musicale
Dopo aver visto i Beatles all’Ed Sullivan Show nel 1964, il giovane Huckabee ha pregato i suoi di regalargli una chitarra, per poi passare al basso, che ha suonato nella band Capito Offense. Da ragazzo nei tardi ’60 e primi ’70, gravitava verso i Beatles, gli Who e Hendrix. Tommy in particolare gli aveva fatto perdere la testa. «Tommy è stato messo insieme così bene: nessuna delle canzoni poteva essere saltata perché facevano parte di una continuità che funzionava così.»

Con i Capitol Offense, Huckabee ha fatto cover di Sweet Home Alabama, Louie Louie e altri classiconi. Ma la sua performance preferita in assoluto è More Than a Feeling dei Boston, ma Tom Scholz se ne è lamentato pubblicamente. Huckabee ha detto, «Non mi interessava. L’abbiamo suonata una sola volta, e hanno iniziato a dire che la suonavamo tutte le volte. La ragione per cui l’abbiamo suonata è che Barry Goudreau, che era il chitarrista dei Boston, era ospite. È stato stupido per Scholz lamentarsi. Se non vuole le royalties, che tolga le canzoni dal mercato.»

Preferenze
Il duo album preferito dei Beatles è Abbey Road. Riguardo un altro dei suoi dischi preferiti, il Live Album del 1970 dei Grand Funk Railroad, dice: «Erano incredibili dal vivo, e quel disco cattura tutta l’energia di un concerto rock. All’inizio i Grand Funk erano solo in tre, e dovevano spremersi per riuscire a portare avanti il progetto. Mel Schacher è un bassista sottovalutato. Mark Farner è un genio della chitarra. E Don Brewer era un grande batterista. Era una combinazione incredibile.»

Quell’epoca è la sua preferita: «Gli anni ’80 musicalmente sono un’epoca buia secondo me. La musica è andata all’inferno, e ti spiego perché. Dagli anni ’80 in poi, la musica pop è diventata solo carina, non era più una cosa di musicisti con un suono potente unico. Era così tanto prodotta che gli artisti contavano meno degli ingegneri del suono. Le tracce sotto sono molto ripetitive. Non c’è niente di unico in questa musica. È solo ritmo coinvolgente. Non la capisco.»

On The Road
Quando parla di certi artisti, Huckabee diventa subito un tecnicone. «La prima volta che ho sentito Purple Haze, ero completamente ipnotizzato,» ha detto. «Hendrix faceva cose con la chitarra che per farle oggi ci vogliono tre pedali. Lui aveva un distorsore, e basta. Tutto il resto lo faceva controllando il feedback, ed era capace di dare fuoco al suo amplificatore per dargli quel suono torbido che altrimenti non avrebbe potuto fare. Lo ascolti in adorazione di questo essere umano che riesce a creare questo sound, e non sono un mucchio di ingegneri del suono.» Huckabee di recente si è appassionato all’organo B3 e ha comprato un po’ di standard classic-rock con quello strumento, come Fire di Arthur Brown e Hush dei Deep Purple.