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Coronavirus, un’altra settimana senza concerti

Un decreto del governo prolunga il divieto di organizzare eventi pubblici e privati in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e nelle province di Savona e di Pesaro e Urbino

Foto: Nathan Dobbelaere (@nateconcertphotography)

Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna passeranno un’altra settimana senza concerti. Lo stabilisce il decreto firmato ieri dal Presidente del Consiglio che affronta la diffusione del coronavirus anche tramite “la sospensione, sino all’8 marzo 2020 di tutte le manifestazioni organizzate, di carattere non ordinario, nonché degli eventi in luogo pubblico o privato , ivi compresi quelli di carattere culturale, ludico, sportivo e religioso, anche si svolti in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d’esempio, grandi eventi, cinema, teatri, discoteche, cerimonie religiose”.

Il divieto non riguarda solo le tre regioni citate, ma anche le province di di Savona e di Pesaro e Urbino. A questo link di Repubblica è possibile consultare un pdf con il testo del decreto che divide l’Italia in tre parti a seconda della diffusione del coronavirus e stabilisce misure specifiche per ogni zona: molto severe per la zona rossa, la più colpita; piuttosto restrittive per la zona gialla, che comprende le regioni e le province citate; più blande per il resto del territorio nazionale.

Secondo i dati diffusi il 26 febbraio da Assomusica, l’associazione dei produttori e organizzatori di spettacoli di musica dal vivo, “si stima una perdita di circa 10,5 milioni di euro per i soli spettacoli di musica (dati elaborati da Assomusica su stime fornite da TicketOne). Si stima inoltre una conseguente ricaduta di almeno 20 milioni di euro sulle città che avrebbero dovuto ospitare gli eventi”. Non solo: “La vendita dei biglietti si è completamente fermata, non solo nelle regioni dove sussiste l’emergenza, ma a livello nazionale, a causa della situazione di panico dilagante” col rischio che “molte delle società e dei promoter attivi soprattutto sui territori locali e regionali subiscano un rapido crollo”.

Qui trovate il nostro viaggio nella Milano della musica bloccata dal coronavirus.

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