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Coronavirus, la musica dal vivo potrebbe tornare nell’autunno del 2021


“Conferenze, sport e concerti saranno le ultime attività a ripartire”, ha detto Zeke Emanuel, l’architetto di ObamaCare che ora collabora con Joe Biden. "Rimandare eventi simili a ottobre non è un'ipotesi plausibile"

Il pubblico dei Tame Impala al Coachella 2019

Foto: Sacha Lecca per Rolling Stone USA

La pandemia del coronavirus ha bloccato tutta la musica dal vivo: festival, eventi, tour, tutto è stato rimandato ai prossimi mesi. I più ottimisti – come gli organizzatori del Primavera Sound – puntano addirittura alla fine dell’estate. Secondo alcuni medici, però, è una stima irrealistica. Il 10 aprile il New York Times ha pubblicato un articolo in cui cinque esperti discutono come e quando riaprire gli Stati Uniti durante il coronavirus. La conversazione ha toccato anche il tema dei concerti che, secondo l’oncologo ed esperto di bioetica Zeke Emanuel (già architetto di ObamaCare e attualmente consigliere di Joe Biden) potrebbero non ripartire prima dell’autunno del 2021. Le nuove date di festival e concerti sarebbero quindi destinate a cambiare di nuovo.

“L’economia deve ripartire per fasi, e dobbiamo iniziare con una grande distanza sociale sui posti di lavoro, così che le persone a basso rischio di infezione possano ricominciare”, ha detto Emanuel. “È ragionevole pensare che alcuni cantieri, aziende di manifattura e uffici che possono garantire due metri di distanza possano ripartire prima. Assembramenti più grandi come conferenze, sport e concerti… quando sento dire che qualcuno ha rimandato eventi simili a ottobre 2020 non capisco come facciano a considerarla un’idea plausibile. Quelle saranno le ultime attività a ripartire. Realisticamente direi autunno 2021, come minimo”.

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