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Al concerto dei The Kolors: oltre i capelli c’è di più

Abbiamo seguito la band di Stash durante una tappa extra del tour estivo, tutto esaurito, che li ha già portati a Milano. Dall'Arena di Amici di Maria a quella di Expo
The Kolors, le foto del concerto dell’11 settembre 2015 all’Open Air Theatre di Expo 2015 a Milano - Foto di Mourad Balti

The Kolors, le foto del concerto dell’11 settembre 2015 all’Open Air Theatre di Expo 2015 a Milano - Foto di Mourad Balti

Arrivare all’Expo il venerdì sera, anticipo di weekend, è un’esperienza impegnativa. Quasi un gesto atletico farsi largo in questa Risiko disneyana cresciuta come un fungo nella periferia milanese.

Chissà il delirio quando qui è arrivato Bono con Matteo (Renzi). Oppure quando i gate sono stati blindati per lo sbarco dell’Angela (Merkel) o, ancora, quando in visita ci è arrivata Michelle con figlie (le Obama girls).

11 settembre 2015, Open Air Theatre di Expo 2015 a Milano. The Kolors – Foto di Mourad Balti

Ma anche stasera, in quanto a security impegnata a dirigere il traffico di migliaia di formichine in gita, non si scherza niente. Sarà anche l’Expo del cibo, ma è la quantità di carne umana che ti riempie i sensi. In uno zig zag acrobatico di transenne e percorsi obbligati, raggiungo l’Arena: mi dicono che ha 4000 posti a sedere per una capienza totale di 11mila persone. A colpo d’occhio direi che non manca nessuno…

Tutti qui a vedere i The Kolors, in una tappa extra del tour estivo, sold-out, che li ha già portati a Milano, a luglio, all’Estathé Market Sound, e a cui manca solo l’ultima data di Langhirano. Io sono qui perché son curiosa di vedere come andrà a finire la prova Expo di ‘sti tre ragazzi che prima hanno vinto Amici di Maria De Filippi (per i detrattori, peccato originale che manco Eva mangiando la mela…) e poi hanno sbancato con l’album Out, multiplatino dell’estate 2015. Tra glitter e ciuffi phonati, noi li abbiamo messi in copertina sul numero ora in edicola e io sono curiosa di vedere se oltre ai capelli c’è di più.

è bello quando i sogni (anche altrui) si realizzano

Manca meno di mezz’ora all’inizio del concerto, passo in camerino a salutare Stash. Avvolto in una nube profumata, così densa che ti prende in gola, Antonio Stash Fiordispino è un mix di emozione e concentrazione, incredulità e consapevolezza.

Mentre chiacchieriamo velocemente (della copertina, che è tanta roba per loro e pure per noi), dal palco annunciano che, agli US Open, Roberta Vinci ha messo ko Serena Williams: una 32enne tarantina che, in due ore, umilia la numero uno del tennis mondiale e si aggiudica la finale contro un’altra italiana, Flavia Pennetta? Sento l’Arena là fuori esplodere e penso che è bello quando i sogni (anche altrui) si realizzano. Che abbiamo bisogno, più che mai, di questo, di un Made in Italy che spacchi qui e all’estero. Guardo Stash e gli auguro buona fortuna.

Ci si buttano tutti, sul banchetto dei The Kolors

La stessa emozione consapevole Stash se la porta sul palco, ma in più ci aggiunge una carica energetica che travolge l’Arena intera. Già iper recettiva a qualsiasi stimolo e super skillata su ciascuno dei 20 pezzi che la band esegue, uno dopo l’altro, in un’indigestione di elettro pop fluo anni ’80 e ritorno. Ci si buttano tutti, sul banchetto dei The Kolors, uno scatenato popolo teen ma pure un altrettanto incontenibile (a sorpresa) popolo adulto.

Sara ha 19 anni, e fa la volontaria qui in Expo. Non urla, non si sbatte, non fa cuoricini, ha semplicemente il sorriso dell’estasi. Mi dice: «Loro sono troppo forti, sono originali anche quando fanno le cover (e, per inciso, qui ne fanno quattro, ndr). Mi mettono i brividi». Che meraviglia, quando la musica ti arriva dentro e ti scuote pelle e cuore.

Cristina, invece, ha 50 anni e sostiene che «per me loro sono i nuovi Queen. Forse è troppo, mi rendo conto, ma li seguo fin da Amici  e davvero penso che il loro futuro sia quello».

The Kolors, le foto del concerto dell’11 settembre 2015 all’Open Air Theatre di Expo 2015 a Milano – Foto di Mourad Balti

Certo, per dire se Stash sarà il nostro Freddie Mercury d’esportazione o se lui e compagni faranno la fine dei Jalisse (meteore per eccellenza della musica italiana) forse è presto. O forse no.

Quando Stash si mette al tamburo per eseguire la loro versione de Il mondo, senza scimmiottare mai ma creando davvero tutta una nuova dimensione, lo senti nel suo urlo perfetto che lui questo mondo se lo andrà a pigliare.

Great Escape, My Queen, Me Minus YouWhy Don’t You Love Me? in un’altalena di canzoni facili e altre con qualche bel guizzo virtuoso, manca solo lei, il tormentone dell’estate. Uo-ho-ho-ho, uo-ho-ho-ho scuote l’Expo. Il concerto dei The Kolors è finito. Ed è giusto così. Perché anche l’estate sta finendo. O forse no.

E comunque confermo: Stash ha dei bellissimi capelli.

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