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Concerti, si riparte il 15 giugno 2020

Lo stabilisce l’ultimo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. All’aperto non si potranno superare i 1000 spettatori, al chiuso 200. Ecco le linee guida

Foto: Actionvance/Unsplash

L’attività concertistica in Italia potrà ripartire il 15 giugno 2020. Lo stabilisce il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 17 maggio che entrerà in vigore domani 18 maggio. Si specifica che regioni e province autonome possono stabilire una diversa data in relazione all’andamento della situazione epidemiologica.

La decisione riguarda “spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto” e non “attività che abbiano luogo in sale da ballo e discoteche e locali assimilati, all’aperto o al chiuso, le fiere e i congressi”.

I concerti si potranno tenere condizione che vi siano posti a sedere pre-assegnati e distanziati di un metro, distanza che vale sia per gli spettatori, sia per il personale. Il numero massimo di spettatori sarà 1000 per gli spettacoli all’aperto e 200 per quelli in luoghi chiusi.

Un allegato del decreto stabilisce le linee guida: mantenimento del distanziamento interpersonale, anche tra gli artisti; misurazione della temperatura corporea a tutti, spettatori, artisti e lavoratori, impedendo l’accesso in caso di temperatura superiore a 37,5 °C; utilizzo obbligatorio di mascherine per gli spettatori; utilizzo di dispositivi di protezione individuale da parte dei lavoratori; periodica pulizia e igienizzazione degli ambienti; adeguata areazione naturale e ricambio d’aria; disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani; divieto del consumo di cibo e bevande e della vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi e durante lo svolgimento degli spettacoli.

E ancora: utilizzo della segnaletica per far rispettare la distanza fisica; regolamentazione dell’utilizzo dei servizi igienici in maniera tale da prevedere sempre il distanziamento sociale; limitazione dell’utilizzo di pagamenti in contanti, ove possibile; vendita dei biglietti e controllo dell’accesso, ove possibile, con modalità telematiche; comunicazione agli utenti, anche tramite l’utilizzo di video, delle misure di sicurezza e di prevenzione del rischio.

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