Concerti senza distanziamento: Bonaccini risponde a Cosmo, altri artisti entrano nel dibattito | Rolling Stone Italia
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Concerti senza distanziamento: Bonaccini risponde a Cosmo, altri artisti entrano nel dibattito

Dopo Mahmood, anche Margherita Vicario chiede di usare il Green Pass per fare concerti “normali” e di smetterla con «spinte e minacce» al pubblico. Da Elisa a Vasco Brondi, molti plaudono all'iniziativa. Gli organizzatori fanno sentire la loro voce. Oggi alle 15 c’è la Conferenza Stato-Regioni: se ne parlerà?

Margherita Vicario

Foto: Mattia Guolo

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Emilia-Romagna, hanno risposto a Cosmo. Il musicista aveva indirizzato loro una lettera, via Il Resto del Carlino, chiedendo di autorizzare in deroga i tre concerti in piedi e senza distanziamento organizzati per l’1, 2 e 3 ottobre all’Arena Parco Nord di Bologna. Ma soprattutto li aveva sollecitati a considerarlo il primo passo verso l’utilizzo del Green Pass come strumento per tornare a fare concerti in condizioni di normalità, come del resto accade in molti Paesi al mondo, Europa compresa.

Ieri Bonaccini e Schlein hanno risposto al cantante: «Le tue parole sono comprensibili e condivisibili, vanno nella giusta direzione». Il fatto che il governo stia lavorando all’estensione dell’uso del Green Pass può essere «l’occasione giusta e necessaria per fare ulteriori passi avanti». I due sono quindi d’accordo sull’idea che Green Pass e tamponi rapidi siano sufficienti per «poter tornare a rialzarsi, cantare e ballare. Sono proposte che intendiamo ribadire dell’Esecutivo».

Bonaccini e Schlein scrivono però che «una Regione non può derogare dalle norme nazionali in vigore» e che quindi non possono autorizzare i tre show di Cosmo. Oltre a sottolineare il fatto che, come scrive l’artista, l’uso del Green Pass per accedere agli spettacoli può essere un ulteriore incentivo a vaccinarsi, i due assicurano il loro impegno in sede di Conferenza Stato-Regioni. Una seduta si tiene oggi alle ore 15, qui la convocazione e l’ordine del giorno. «Il tuo concerto a Bologna, in sicurezza, col pubblico in piedi, libero anche di ballare e cantare, sarebbe davvero un altro, bellissimo segnale che insieme possiamo ripartire e sconfiggere definitivamente il Covid».

 

 
 
 
 
 
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Dopo la risposta, Cosmo ha spiegato che «questa non è una battaglia per far svolgere un concerto, il mio, ma la ricerca concreta di uno spunto che permetta a tutto il settore di ripartire, un ponte verso il futuro ma anche verso il presente perché siamo stanchi di aspettare un turno, il nostro, che sembra non arrivare mai. Per questo mi rivolgo anche agli altri miei colleghi e agli addetti ai lavori: è il momento di farci sentire e di farlo tutti insieme. La Conferenza Stato-Regioni è prevista per domani (oggi per chi legge, ndr) alle ore 15:15 e spero davvero che quello del ritorno alla musica dal vivo e nei club senza restrizioni ma con Green Pass e tamponi venga considerato un argomento importante anche per la ripresa della vita culturale ed emotiva del Paese».

Qualcuno effettivamente si è unito all’appello di Cosmo. Mahmood, di cui abbiamo riferito qui, ha espresso «un sentimento di abbandono da parte delle istituzioni» e ha chiesto perché all’estero si possano fare concerti con la certificazione verde e in Italia no. Altri artisti, da Iosonouncane a Levante, hanno condiviso nelle loro storie Instagram l’appello di Cosmo. In risposta a Cosmo, Vasco Brondi nota che «purtroppo parlare di governo è troppo vago e si rimbalzano l’uno con l’altro. Solo facendo nomi e cognomi rispondono, come nel caso di Bonaccini. Dovrebbe essere Dario Franceschini a spingere per una ripartenza ma ha sempre fatto il contrario. Sembra che l’unica cosa che debbano difendere sia il loro nome quindi agiscono solo se si sentono presi in causa personalmente».

Elisa scrive «bravo Marco, concordo» sotto il primo post di Cosmo, post che ha incassato l’approvazione e i commenti di tanti artisti, da Gaia a Rodrigo D’Erasmo passando per Andrea Appino, La Rappresentante di Lista, VV, DJ Ralf. Il cantautore Bianco ha espresso il bisogno di «ricominciare con i concerti con il pubblico in piedi, con capienze che permettano la sostenibilità dei vari progetti, grandi e piccoli. Abbiamo bisogno di avere uno spiraglio con cui poterci permettere di programmare il futuro».

Margherita Vicario si è espressa in modo più articolato su Instagram augurandosi che si riescano a «muovere i primi passi concreti verso il ritorno a una fruizione della musica dal vivo reale e realistica, non distopica e frustrante come quella che stiamo vivendo tutti. Ancora più frustrante, visto la presenza dei Green Pass e dei vaccini, che sono tutto ciò che abbiamo a disposizione per tornare a vivere questi fondamentali riti collettivi». Vicario si augura che si facciano sentire «quelli molto ma molto più grossi di me, perché il concerto di Cosmo è importantissimo, deve essere fatto. Fosse solo una minuscola deroga, ma da qualche parte bisogna iniziare».

«Ho fatto tantissime date quest’estate, quasi trenta», scrive la cantante di Bingo. «Mi sono goduta ogni concerto, ogni tanto la gente si poteva alzare dal posto, ogni tanto no. Ogni tanto le regole venivano osservate ossessivamente e in maniera surreale. A volte anche con una dose di violenza e intolleranza (laser sparati negli occhi a distanza, spinte e minacce) che, vi assicuro, vedere da sopra un palco butta davvero nello sconforto. Spesso me la sono presa con i poveri promoter, energumeni della security, polizia locale, come una specie di pesce rosso in una bustina di plastica trasparente che cerca di sbattere la coda e chiedere aiuto qualche secondo prima di essere buttata nel cesso. Flush».

«Il tour sta finendo» conclude Vicario «e questi ultimi concerti li sto vivendo con un velo di inquietudine: vedo l’autunno avvicinarsi, i locali vuoi, i fonici cambiare lavoro. Per questo penso che il concerto di Cosmo con tamponi, Green Pass, senza distanziamenti sia davvero fondamentale. Il momento è adesso, questo concerto è un’occasione. L’occasione. Se non ci crea adesso una piccola scintilla, calerà davvero il gelo».

 

 
 
 
 
 
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Anche alcuni organizzatori di concerti stanno facendo sentire la loro voce. Già in agosto Assomusica, l’associazione che riunisce i più grandi organizzatori di concerti, aveva chiesto al governo di «prendere in seria considerazione una ripartenza che già da questo autunno consenta lo svolgimento dei concerti con piena capienza, utilizzando lo strumento della certificazione green. Senza lo smaltimento di tutti i concerti programmati già da due anni, sarà difficile poter tornare al passo prima del 2024». Una richiesta ribadita da Ferdinando Salzano di Friends & Partners che alla presentazione dei Seat Music Awards ha detto che è necessario che col Green Pass si torni alla capienza totale dei locali.

Anche il fondatore di Barley Arts Claudio Trotta chiede al governo (via Facebook) ristori e la «modifica delle modalità di applicazione dell’utilizzo del Green Pass che deve poter permettere la riapertura irreversibile, senza alcuna sperimentazione, né quindi necessità di deroghe, di tutti gli spazi» con capienza al 100%, «senza distanziamento e senza obbligo di utilizzo di mascherina».

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