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Come un semplice bacio su Instagram può scatenare insulti omofobi

Abbiamo intervistato la Dark polo Gang, rapper romani che nelle scorse ore si sono attirati addosso l'ira dei follower per colpa di una foto sui Social

La foto incriminata

La foto incriminata

Ieri, sull’Instagram di Tony della Dark Polo Gang è spuntata una foto che purtroppo ha fatto discutere, almeno per quanto riguarda quello straordinario ecosistema che è l’hip hop italiano. E dico purtroppo semplicemente perché trovo allucinante che nel 2016 debba ancora creare scompiglio (e persino odio) un innocuo bacio fra due persone dello stesso sesso. Si tratta dello stesso Tony e del suo collega Side, che insieme a Pyrex e Wayne formano appunto la DPG, quartetto di rapper de Roma specializzati in una trap, come dire, singolare. Per molti la DARK POLO è da considerarsi alla stregua di un meme, forse anche per l’elemento di esagerazione che Tony e gli altri mettono in tutto, dai video alla cadenza della pronuncia. Io li trovo geniali, soprattutto perché non si prendono più la briga di escogitare rime originali ma preferiscono concentrarsi sulla dimensione onomatopeica delle parole—alcuni rapper lo fanno già da tempo in America, mentre qui siamo ancora un po’ scettici. Ma non divaghiamo.

La descrizione scherzosa della foto recita “TRAP LOVER. SONO FROCIO PER MIO FRATELLO”, che come volevasi dimostrare ha costellato la foto di commenti in poco tempo. Alcuni di stupore, altri abominevoli, che ovviamente non riporteremo ma potete controllare voi stessi sull’Instagram di Tony. «Quello è un frame del video di MAFIA che però alla fine non è stato inserito nel montato definitivo», mi spiega Tony al telefono. È appena tornato da un viaggio a Santo Domingo e già si trova insieme ai suoi soci su un van diretto a Milano per il live di stasera a Desio.

«Non l’abbiamo inserito perché siamo scoppiati a ridere nel frame dopo, non di certo perché ci vergogniamo. Stavo semplicemente mostrando affetto per mio fratello», mi dice invece Side. In molti però non solo non hanno capito il contesto del video—la scena in particolare vuole rievocare l’usanza mafiosa di baciarsi sulla bocca come forma di consolidamento di un’alleanza—ma hanno fatto emergere tutto il marciume omofobo che si annida ancora nella cultura italiana. «Non volevamo parlare dell’omosessualità, nemmeno scatenare l’omofobia. Ognuno è libero di amare chi vuole. Purtroppo c’è ancora tanta ignoranza qui. È un Paese cattolico, un Paese di preti.» E per quanto la DPG non faccia sul serio, lo sappiamo, nessuno si è comunque lamentato del fatto che il video in questione si chiama MAFIA e tratta di argomenti ben più seri di un bacio fra due uomini. Se proprio vogliamo trovare qualcosa per cui lamentarci, perché non tentare con la criminalità organizzata? Alle solite, meglio assassini che gay.

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