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Clementino potrebbe essere indagato per aver ‘inneggiato alla droga’ durante un concerto

Il rapper ha rivendicato di parlare liberamente di droghe leggere nelle sue canzoni, spiegando che se quello è il problema "dovrebbero processare le canzoni di tutti noi rapper italiani"

Clementino by Chilldays

Mercoledì scorso il rapper napoletano Clementino ha fatto un certo in piazza a Nocera Inferiore. C’erano oltre 10mila persone e un certo punto Clementino – che aveva accanto un grosso spinello finto fatto di polistirolo – ha detto: “Guagliù, vi benedico in nome della canna”. 

Bene, il gesto non è piaciuto affatto alla Procura della Repubblica di Nocera, a cui la polizia ha segnalato le frasi per valutare se sia il caso di aprire un’indagine – accusando anche Clementino di aver distribuito dal palco dei gadget ‘equivoci’, come filtri e cartine. Il sindaco di Nocera Inferiore ha deciso di sospendere il pagamento del cachet all’artista, per il momento.

Intervistato da Repubblica, Clementino ha parlato di “paradosso”. La frase che ha creato il caso, a suo dire, era solo una citazione dall’inizio di una sua canzone. Il rapper ha rivendicato di parlare liberamente di droghe leggere nelle sue canzoni, spiegando che se quello è il problema “dovrebbero processare le canzoni di tutti noi rapper italiani” e che lui si è sempre pronunciato contro le droghe pesanti, contro lo spaccio e contro la mafia. 

 

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