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Clap! Clap!, l’italiano voluto da Paul Simon

Cristiano Crisci, aka Clap! Clap!, è il producer toscano che giocando con la world music ha conquistato i grandi

«Un giorno mi chiama il mio manager e mi fa: “Mi hanno telefonato dallo staff di Paul Simon, ha sentito il tuo disco ed è andato fuori di testa”». La prima reazione di Cristiano Crisci, in arte Clap! Clap! è stata quella di pensare a uno scherzo. «Invece no, Simon mi ha davvero voluto conoscere quando è venuto in tour a Milano. Mi ha fatto sentire le sue tracce, capisci? Io ero così in imbarazzo! Ne ho trovata una che mi piaceva, ci avrei voluto suonare qualcosa. Quello che ho fatto funzionava, e siamo andati avanti nella collaborazione».

Sulla base della world music, quella che Simon ha indagato a fondo dopo lo scioglimento del duo con Garfunkel e quella che Clap! Clap! interpreta in modo contemporaneo. I suoi lavori con questo nome (ne ha avuti altri in passato, quello principale Digi G’Alessio) hanno disegnato un nuovo panorama: uno sguardo alla musica black, attraverso gli occhi di un produttore jazzista. «In realtà, i miei lavori sembrano africani, ma i suoni scelti arrivano da tutto il mondo. È stata la mia interpretazione a renderli così. Quando la gente non capisce da dove arrivano, allora sono riuscito a fare quello che avevo in mente».

La testa di Crisci è sempre in movimento, alla ricerca di stimoli. «Non guardo sempre nello stesso posto. Quando trovi un campione giusto è amore a prima vista». Dopo l’album Tayi Bebba del 2014, Clap! Clap! ha pubblicato a inizio ottobre l’Ep Simple. E ora ha in programma un tour in Giappone e Corea e un altro negli Usa. «Ho fatto cose diverse su Simple, mi sono orientato verso il clubbing. Sarebbe bello portare più cultura e meno ignoranza nei locali. Ci sto provando».

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