Home Musica News Musica

Cinque dischi di metal duro e puro

Abbiamo scelto una cinquina di uscite di album belli potenti per il fine settimana. Per voi e per i vostri vicini di casa

Un'immagine dal Wacken 2015. Foto: Pep Bonet

Un'immagine dal Wacken 2015. Foto: Pep Bonet

Quali dischi mettere a palla se volete far impazzire i vicini di casa. Ma anche quali dischi vi faranno ballare e che cosa, invece, è meglio evitare. Abbiamo scelto per voi cinque importanti uscite di album belli potenti.

“Meliora” Ghost (Spinefarm Records)

Beniamini impuniti della scena metal, pur non proponendo tecnicamente metal, ma piuttosto una specie di prog-doom-rock accompagnato da un’iconografia fatta di falli di ogni foggia e misura, pentagrammi e blasfemie varie, soddisfano i desideri musicali indicibili di ogni metallaro che si rispetti.

“Long Live” Atreyu (Spinefarm Records)

Inchinatevi alla doppia cassa e alle chitarre degli Atreyu e fatevi travolgere dal sacro furore del loro metal-core, se siete in grado di riconoscerlo quando vi incasina lo stereo e la vita. Questo album andrebbe segnalato al ministero della Sanità per l’evidente pericolo di sordità legato al suo ascolto prolungato.

“Devil City Angels” Devil City Angels (Century Media)

Non sta scritto da nessuna parte che un super-gruppo debba essere una figata, anzi. Nel caso dei Devil City Angels, dove i componenti provengono da alcune delle più importanti band della scena di Los Angeles degli anni ’80 come Poison, L.A. Guns e Quiet Riot, la lezione è ancora più evidente.

“Got Your Six” Five Finger Death Punch (Eleven Seven Music)

Se state cercando qualcosa da sparare a palla per fare un dispetto ai vicini di casa, il metal agli steroidi dei Five Finger Death Punch farà al caso vostro. In ascensore non vi saluterà più nessuno, ma i vicini saranno così spaventati da non contraddirvi alla prossima riunione di condominio. Consigliato!

“Berlin” di Kadavar (Nuclear Blast)

Fate largo a una band che fa sul serio quando si mette in testa di farvi muovere il culo al suono di rock&roll, di quello che non vorrete smettere di ascoltare. I Kadavar sono tre fricchettoni di Berlino cresciuti a suon di Hawkwind, Sabbath e Zeppelin. Dateci retta: lasciate che entrino in voi.

Questo articolo è pubblicato su Rolling Stone di settembre.
Potete leggere l’edizione digitale della rivista,
basta cliccare sulle icone che trovi qui sotto.
rolling-appstorerolling-googleplay