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La CIA usava l’heavy metal e le boy band per torturare i prigionieri afgani

"My Love" dei Westlife veniva suonato a ripetizione finché il CD non si consumava. I servizi segreti americani non sono nuovi a questo genere di barbarie

Stando a quanto riportato dall’American Civil Liberties Union, la CIA si è servita dei Westlife e di metallo pesante per torturare Suleiman Abdullah in Afghanistan.

Per chi non sapesse (giustamente) chi sono i Westlife, gli basti sapere che erano una boy band attiva sul finire degli anni Novanta. La tortura sul pescatore della Tanzania consisteva in una cella buia, piena di alghe marce e con un sottofondo assordante di musica metal e i Westlife. Gli album venivano suonati in continuazione, fino allo sfinimento. Finché il CD non si consumava.
Il singolo My Love era il preferito dai torturatori.

I servizi segreti americani non sono nuovi a questo genere di barbarie. Già una decina d’anni fa erano emersi Eminem, Dr. Dre e i Red Hot Chili Peppers come artisti più utilizzati nei corridoi di Guantanamo.