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Chester Bennington dei Linkin Park si è suicidato

Aveva solo 41 anni, la sua scomparsa lascia il mondo della musica sotto shock. Mike Shinoda: «Sono sconvolto, ho il cuore spezzato. Ma è successo davvero»
Chester Bennington Linkin Park I-days 2017

Linkin Park, I-Days. Foto Kimberley Ross

Chester Bennington, la storica voce dei Linkin Park, si è suicidato. Secondo quanto riportato dalla stampa americana il corpo senza vita del cantante sarebbe stato ritrovato questa mattina – pochi minuti prima delle nove, orario americano – nella sua casa di Palo Verdes Estates, nella contea di Los Angeles.

Nato il 20 marzo 1976 a Phoenix, Bennington ha vissuto un’infanzia difficile: già a 8 anni era vittima di molestie e aggressioni. «Ha distrutto la mia autostima», ha detto durante un’intervista. «Non riuscivo a parlarne, non volevo che la gente pensasse che fosse tutto falso. È stato orribile».

I suoi genitori hanno divorziato quando aveva 11 anni, e da adolescente è diventato dipendente da droga e alcool, problema che lo ha perseguitato per tutta la sua vita. All’inizio degli anni ’90 si è trasferito a Los Angeles, dove è diventato la voce degli Xero al posto di Mark Wakefield. Poi, nel 2000, l’esordio discografico con il nome Linkin Park.

Con la band ha firmato alcune delle pagine di maggior successo del nu-metal, scalando le classifiche di tutto il mondo sin dagli esordi di Hybryd Theory. Il suo timbro multiforme era la controparte perfetta del rap di Mike Shinoda, e insieme i due hanno firmato classici come In The End, Numb e Faint.

Chester Bennington sul palco dell’I-Days Festival di Monza. I Linkin Park hanno suonato in Italia poco più di un mese fa. Foto di Kimberley Ross

One More Light, il loro ultimo album, è molto diverso dai precedenti, più intimo e melodico. L’accoglienza della critica – e di parte del pubblico – non è stata molto positiva, ma Bennington ha sempre difeso il suo lavoro in prima persona.

Il loro ultimo concerto in Italia è stato sul palco dell’I-Days Festival di Monza, dove hanno regalato una performance intensa, sempre in grande sintonia con il pubblico che, per A Place For My Head, si è trasformato in un gigantesco coro di 80 mila persone.

Il primo membro della band a commentare l’accaduto è Mike Shinoda, che ha scritto un breve messaggio su Twitter: “Sono sconvolto, ho il cuore spezzato, ma è successo davvero. Pubblicheremo un comunicato ufficiale non appena ne avremo uno”.

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