Chappell Roan e il bambinagate: un addetto alla sicurezza si assume la responsabilità | Rolling Stone Italia
«Non odio i bambini»

Chappell Roan e il bambinagate: un addetto alla sicurezza si assume la responsabilità

Si chiama Pascal Duvier e ha confermato la versione della popstar: non è una guardia del corpo della cantante. La polemica scoppiata dopo il post del calciatore Jorginho sulla aggressione verbale alla figlia di 11 anni in Brasile

Chappell Roan e il bambinagate: un addetto alla sicurezza si assume la responsabilità

Chappell Roan

Foto: Wordsforyou

L’addetto alla sicurezza al centro del “bambinagate” sollevato dal calciatore brasiliano naturalizzato italiano Jorginho si chiama Pascal Duvier. Ha scritto un breve messaggio assumendosi la responsabilità dell’accaduto e confermando la versione di Chappell Roan.

Nel caso vi siate persi la polemica, ecco un breve riassunto. Il giorno dopo il concerto di Roan al Lollapalooza di San Paolo del 21 marzo, Jorginho ha accusato i bodyguard della popstar di aver fatto piangere la figlia di 11 anni che, con la madre, alloggiava nello stesso hotel della cantante. «Durante la colazione, l’artista è passata davanti al loro tavolo. Mia figlia, come qualsiasi bambina, l’ha riconosciuta, si è emozionata e voleva assicurarsi che fosse davvero lei». Si è quindi avvicinata al tavolo di Roan per verificarlo ed è tornata a sedersi con la madre.

«Quel che è successo dopo è stato sproporzionato», scrive il calciatore. «Un grosso bodyguard si è avvicinato al loro tavolo mentre stavano ancora facendo colazione e ha iniziato a rivolgersi in modo estremamente aggressivo a mia moglie e a mia figlia, dicendole che non avrebbe dovuto permettere a mia figlia di “mancare di rispetto” o “molestare” le altre persone», sconvolgendo la bambina e facendola scoppiare in lacrime.

La story Instagram di Jorginho

Quando la storia ha cominciato a girare, Roan ha risposto con una storia di Instagram: «Non ho visto né la madre, né la bambina. Stavo facendo colazione in hotel, ma non le ho viste. Non ho chiesto a questo bodyguard di andarci a parlare. Non fa nemmeno parte della mia sicurezza». Ha poi chiesto scusa «a questa madre e questa bambina se qualcuno ha pensato che ci fosse qualcosa di sbagliato nel vostro comportamento. Mi rattrista che questo vi abbia causato del disagio. Non lo meritavate». E ridendo: «Non odio i miei fan, non odio i bambini».

Ora ha parlato l’addetto alla sicurezza. In un post su Instagram Duvier scrive che «di solito non mi esprimo sulle voci che circolano online, ma le accuse che girano sono false e diffamatorie. Mi assumo la piena responsabilità di quanto accaduto il 21 marzo. Mi trovavo in hotel per conto di un’altra persona e non facevo parte della squadra di sicurezza personale di Chappell Roan. Le azioni che ho intrapreso non erano a nome di Chappell Roan, della sua security, del suo management o di qualsiasi altro individuo».

E ancora: «Ho preso una decisione sulla base delle informazioni che abbiamo avuto dall’hotel, degli eventi a cui avevo assistito nei giorni precedenti e dell’aumento del rischio generale per la sicurezza nella zona. Il mio unico contatto con la madre è stato sereno e animato da buone intenzioni e mi spiace che lo scambio abbia avuto questo esito».

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Un post condiviso da 𝑷𝒂𝒔𝒄𝒂𝒍 𝑫𝒖𝒗𝒊𝒆𝒓 (@pascalduvier)