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“Burn the Witch” dei Radiohead è ispirato alla crisi dei rifugiati

«Volevano che il video fosse in contrasto con il significato della canzone», ha detto l'animatrice Virpi Kittu

I Radiohead hanno pubblicato il loro sinistro video animato per Burn the Witch martedì e, secondo l’animatore Virpi Kittu, il suo approccio dark fa parte di una profonda riflessione sull’Islamofobia e sulla crisi dei rifugiati in Europa. In un’intervista con Billboard, Kittu ha detto che la sua interpretazione è nata dalla richiesta da parte della band di attirare l’attenzione sulla crisi e sul continuo “dare la colpa alle persone diverse da noi… dare la colpa ai Musulmani”.

Dice che questa visione distorta della realtà potrebbe portare qualcuno a pensieri simili a quelli della caccia alle streghe. I Radiohead hanno mandato misteriosi volantini ad alcuni fan che contenevano le parole “We know where you live”, che secondo l’animatore potrebbe suggerire, “l’insicurezza attuale e il gioco di incolpare persone, alimentato da politici anti-immigrazione”.

Kittu, che aveva anche lavorato al video di There There assieme al regista Chris Hopewell, ha detto che il complesso affiancamento della divertente stop-motion, con i suoi personaggi in qualche modo teneri, con il tema sinistro dipinto nel video e nella canzone era esattamente dove voleva arrivare la band. “Volevano che il video fosse in contrasto con il significato della canzone, per risvegliare le persone”.

Ha anche parlato delle altre influenze del video, inclusa la serie britannica Camberwick Green e l’horror del 1973, The Wicker Man.

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