Bully uscirà il 20 marzo. Detta così non è una notizia credibile visto che Kanye West ha rimandato più volte la pubblicazione del suo dodicesimo album. Potrebbe essere la volta buona non solo perché Ye ha preparato il terreno con una lettera di scuse per le sue sparate antisemite e nazistoidi, ma perché ha firmato un contratto con un’etichetta indipendente, la Gamma, e si è saputo che il disco è stato completato.
Il rapper ha iniziato a registrare Bully più di tre anni fa, arrivando persino a pubblicare nel marzo 2025 un cortometraggio di accompagnamento, montato da Hype Williams e con protagonista il figlio Saint West.
Nella pagina comprata pochi giorni fa sul Wall Street Journal Ye ha ammesso di avere perso il contatto con la realtà, ha descritto il suo disturbo bipolare, ha chiesto «la vostra comprensione mentre cerco di ritrovare la strada per tornare a casa».
Secondo un comunicato, Bully è il ritratto di un uomo che si confronta con «rimorso, memoria, ego, fede e conseguenze» delle sue azioni. Sempre nel comunicato si specifica che, pur documentando i suoi pensieri in questo periodo, l’album non vuole essere un tentativo di redenzione. In Bully Ye vuole «usare la musica come forma di narrazione, non di difesa».













