Bugo: «La musica anni ’60 era libera, oggi il pubblico è tiranno e pecorone» | Rolling Stone Italia
Formidabili quegli anni

Bugo: «La musica anni ’60 era libera, oggi il pubblico è tiranno e pecorone»

Secondo il cantautore, la musica bella c’è ancora, ma non entra in classifica dove vanno «gli artisti ruffiani che hanno paura del giudizio. Questa non è libertà»

Bugo durante la seconda serata di Sanremo 2021

Foto: Jacopo Raule / Daniele Venturelli/Getty Images

«Perché amo così tanto la musica anni 60?», si chiede Bugo in un tweet che dà il via una serie di considerazioni sulle differenze fra la musica di ieri e di oggi.

«Quei dischi» scrive Bugo a proposito del decennio in cui vennero fuori Beatles, Dylan e Hendrix «erano veramente liberi, e il pubblico ed il sistema avevano voglia di sperimentare. Dopo gli anni 60 non c’è più stato un periodo così. Negli anni 60 era tutto nuovo, c’era entusiasmo nell’aria e questa cosa si riflette nella musica. Da lì in poi la decadenza: il pubblico sempre più critico e la discografica che impone il gusto».

«Degli anni 60 colpisce l’incredibile numero di dischi potenti e ispirati. Un decennio pieno di capolavori insuperabili. Era veramente tutto nuovo. Dopo sono arrivati i cloni, i derivati. Gli anni 60 saranno l’unico decennio che verrà ricordato della musica cosiddetta pop». Pur adorando gli anni ’60, Bugo non si ritiene un nostalgico: «Mi ispiro a quel modo di fare e a quello spirito ma non faccio musica vintage. Ascolto quei dischi per rubare quella potenza, quella semplicità, quella essenza. Quei dischi mi fanno stare bene, mi mettono in pace, li sento puri».

«Adesso è tutto diverso», continua Bugo. «Pubblico tiranno e pecorone che non si entusiasma ma giudica. Guarda caso gli artisti che vanno in classifica sono artisti ruffiani che hanno paura del giudizio. Questa non è libertà. La musica bella c’è ma non è quella che va in classifica».

«Quindi anni 60 unico decennio valido, a seguire gli anni 90 che non a caso si rifacevano agli anni 60. E chi andava in classifica? Anche artisti ribelli, scomodi. E com’era il pop? Era vero, fatto con le chitarre, non di plastica. Guardate me. Perché sono così brutto e scemo? Perché sono cresciuto ascoltando la musica dei sixties! Musica vera, non di plastica, oggi sono tutti così carini, ci fosse un solo artista un po’ ignorante e fuori luogo! Ecco, io mi sento sempre fuori posto, colpa di Hendrix!».

In tema di confronti tra passato e presente, due giorni fa si era anche espresso sui Blink-182 in un paio di tweet. «Se cresci con Nirvana Who Hendrix Pistols come fai a sopportare quella merda di Blink-182? Bambocci cresciuti male che pensano che sia punk fare il saltello con la corda tipo alle elementari».

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