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Bruce Springsteen: «Il mio tour. Il mio nuovo disco. La mia autobiografia»

Dal 3 marzo è in edicola con sedici (sedici!) pagine extra di roba buona per voi. Un’intervista fantastica al Boss che torna in tour (anche in Italia) per presentare tutto "The River" con la E Street Band

La copertina di Rolling Stone di marzo 2016 – Bruce Springsteen

La copertina di Rolling Stone di marzo 2016 – Bruce Springsteen

«Dobbiamo vedere come vanno i concerti, come si sentono tutti quanti», ci ha confidato Bruce Springsteen nel camerino del Consol Energy Center di Pittsburgh lo scorso 16 gennaio, il giorno prima dell’inizio del suo nuovo tour americano con la E Street Band.

Incredibilmente rilassato dopo quella lunga e intensa session di prove, Springsteen (67 anni il prossimo settembre) ha anche risposto alla domanda se avrebbe aggiunto altre date dopo quella finale del tour, il 17 marzo a Los Angeles. A luglio sarà qua in Italia per tre date, ma iniziamo a celebrarlo ora, facendoci raccontare questo tour e i progetti in cantiere, tra i quali ci annuncia un nuovo album.

Con la E Street Band oggi non abbiamo bisogno di pubblicare qualcosa per giustificare il fatto di voler suonare in giro

Il direttore Massimo Coppola ci spiega nell’editoriale la scelta del Boss in cover, e cosa aspettarvi da questo numero: «Il numero di “Rolling Stone” che avete tra le mani è talmente ricco che abbiamo dovuto comprare una stanza in più per farci stare tutto – abbiamo sedici (sedici!) pagine extra di roba buona per voi. E non vi dico i mal di testa per decidere a chi dare la cover. Alla fine l’ha spuntata il Boss – al Boss non si può mai dire di no. Un’intervista fantastica, di quelle vere, in cui si dicono cose, in perfetto stile Rolling Stone: unico e autorevole. Del resto, se così non fosse, non saremmo il giornale di musica e pop culture che voi tanto amate – e ogni tanto odiate. E pensate alla goduria di dover scegliere tra tutto questo ben di dio – siamo gente fortunata, lo sappiamo bene e speriamo ogni giorno di meritarla, questa fortuna, e di essere alla vostra altezza, che siete dei maledetti rompicoglioni esigenti e così ci piacete».

Avere 66 anni non mi è mai sembrato così bello

«C’è il Boss dunque, che l’ha spuntata anche perché, quando abbiamo trovato la foto che vedete in cover – un Bruce desnudo del ’73, che sembra uscire da un film di Warhol piuttosto che da Asbury Park – non abbiamo avuto dubbi. Era la foto stessa che ci urlava di diventare la cover. L’abbiamo accontentata. Ora vorrete sapere chi è arrivato secondo e chi è arrivato terzo. Beh, capirete da soli che l’intervista a Iggy Pop non è da meno. Il suo ultimo disco, fatto con Josh Homme, sempre più calato nel ruolo di nuovo super ingegnere del rock&roll, è davvero figo. Gli serviva una botta di vita a Iggy, e l’incontro con Homme glie l’ha data. Il pezzo è bellissimo, correte a leggerlo e vedrete perché gli anni ’70 sono ancora qui, nella loro forma migliore. E infatti abbiamo anche pensato, dopo avere visto le cazzutissime prime puntate, di dare la cover a Vinyl, la serie di Scorsese, Jagger e Winter, che racconta il rock&roll degli anni ’70 (“ancora tu, ma non avevamo detto di non vederci più?”). Vinyl è forse la serie più cinematografica mai realizzata (del resto con Scorsese non poteva essere altrimenti) e la prima puntata non è altro che un film mandato in tv, due ore di puro Marty, regia visionaria, interpreti e scene perfetti e la scoperta di Juno Temple e di James Jagger, fantastico nel ruolo del leader dei Nasty Bits – una band proto punk che ha più di qualcosa in comune con gli Stooges di Iggy. Tout se tient, come si dice».

«E poi Chris Martin. L’avevo conosciuto, insieme ai Coldplay, quando erano solo l’ennesima band di ragazzetti che provava a ridare vita al brit pop. Ci riuscirono – Parachutes è ancora un gran disco. Erano timidi e sfacciati al tempo stesso. Vennero a MTV e giocammo a pallone in diretta nello studiolo bianco e verde di Brand:New, prima di accompagnarli al loro primo concerto italiano. Suonavano a un festival in Veneto. Collocazione oraria da college band: le due del pomeriggio, sotto un sole infernale. Chris prese il microfono e, prima di far partire la chitarra di Yellow (che pezzo!), disse al pubblico: “Ora siete in duecento, la prossima volta sarete cinquantamila”. Io ebbi la sensazione che sì, sarebbe successo. Poi vabbè, ha fatto il passo più lungo della gamba, gli è venuto un capogiro e ha dovuto riprendere fiato – nella lunga intervista racconta anche dello sbattimento supremo che è vivere, nascosto dietro braccialetti multicolore e una vaga attitudine hippy che intenerisce. Insomma, un botto di musica per la vostra primavera. Che le ragazze preparino i loro vestitini a fiori, che adesso arriva il bello»

Nelle pagine della rivista di marzo potrete leggera anche l’intervista ad Alessandro Cattelan dagli studi del Late show E poi c’è Cattelan, l’intervista agli Underworld, a Nick Hornby, a Ethan Hawke, a Michael Fassbender e il racconto del nuovo disco dei Tre Allegri Ragazzi Morti, Inumani, in uscita l’11 marzo.

Questo articolo è pubblicato in versione integrale su Rolling Stone di marzo.
Potete leggere l’edizione digitale della rivista,
basta cliccare sulle icone che trovi qui sotto.
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