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Britney Spears non vuole che il padre sia nuovamente nominato suo tutore

Un nuovo documento depositato dal suo avvocato dimostra che la cantante sta cercando di rimuovere James Spears dal ruolo di supervisore dei suoi beni e finanze. Oggi ci sarà a Los Angeles un’udienza relativa al caso

Foto: Valerie Macon/AFP/Getty

Secondo quanto riportato dal New York Times, citando documenti depositati in tribunale, Britney Spears si è detta «fortemente contraria» all’ipotesi che il padre James “Jamie” Spears riassuma il suo ruolo di supervisore dei suoi beni e finanze. Per più di dieci anni, infatti, la pop star è stata sottoposta a conservatorship che prevede che un giudice nomini un tutore che gestisca gli affari finanziari e personali di chi è incapace di prendere decisioni.

Spears è stata sottoposta a conservatorship nel 2008 dopo alcuni episodi pubblici frutto di un esaurimento. Secondo quanto affermato nel fascicolo depositato dall’avvocato Samuel D. Ingham, Spears ritiene che il provvedimento debba esser rivisto «per riflettere i grandi cambiamenti avvenuti nel suo stile di vita e i suoi desideri».

Il padre ha ricoperto il ruolo di tutore fino allo scorso autunno, quando si è ritirato dall’incarico per problemi di salute. Da allora, la tutela è passata alla rappresentante legale Jodi Montgomery. Secondo i nuovi documenti, Spears si «oppone fortemente» all’ipotesi che il padre torni a occuparsi del suo patrimonio e si intuisce che prima o poi vorrebbe porre fine alla conservatorship.

«Senza rinunciare in alcun modo al diritto di chiedere in futuro la cessazione della conservatorship», ha scritto l’avvocato Ingham, «Britney desidera che la nomina della signora Montgomery sia resa permanente». Spears preferisce infatti «la nomina di un fiduciario qualificato» al posto del padre. Un’udienza relativa al caso è prevista oggi a Los Angeles.

Quando i sostenitori della pop star hanno messo in dubbio la conservatorship lanciando l’hashtag #FreeBritney (ne abbiamo scritto qui), il padre della cantante ha detto a Page Six che «questi teorici della cospirazione non sanno un bel nulla. Spetta al tribunale decidere cos’è meglio per mia figlia. Non è affare di nessun altro. Io amo mia figlia».

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