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Britney ricorda l’attacco ai paparazzi con l’ombrello: «Ero disperata»

Un momento che fa ancora soffrire la popstar, che ricorda la frustrazione di non poter vedere i suoi figli: «Fu uno dei momenti peggiori della mia vita»

Foto: Getty Images

La biografia di Britney, The Woman in Me, sta facendo il giro del mondo e pare essere già tra i libri più venduti di quest’anno. All’interno moltissime rivelazioni, anche su alcuni momenti tosti della sua vita. Tipo quando si rasò la testa o colpì l’auto dei paparazzi con un ombrello. Leggendo il libro viene fuori il contesto non facile che Britney stava passando in quei giorni: l’ex marito aveva ottenuto l’affido e lei non poteva vedere i suoi figli. Un dolore che le stava pesando molto.

«Rasarmi la testa e fare i capricci erano i miei modi per reagire», ha scritto quando ha deciso di entrare da un barbiere per tagliarsi la chioma mentre i paparazzi la fotografavano di continuo. «Con la testa rasata, tutti avevano paura di me, persino mia madre», scrive la Spears. «In quelle settimane senza i miei figli, ho perso la testa, più e più volte. Non sapevo nemmeno come prendermi cura di me stessa».

Oltre a spiegare il suo taglio di capelli, la Spears ricorda quando ha colpito l’auto di un fotografo con un ombrello:

«I paparazzi continuavano a seguirci e a scattare foto mentre Kevin mi impediva per l’ennesima volta di vedere i miei figli. Ce ne andammo, ma i paparazzi ci seguirono. Accostarono al mio finestrino. “Voglio farti qualche domanda, Britney, solo qualche domanda”, disse uno di loro con una luce cattiva nello sguardo. Non mi stava chiedendo se po- tesse farlo: mi stava dicendo che cosa avrebbe fatto. La mia amica Alli cominciò a implorarli: “Per favore, smettetela. Per favore, vi prego…”. Li supplicava come se stesse scongiurandoli di risparmiarci la vita, e in un certo senso sembrava che fosse davvero così Ma loro continuavano a insistere. Iniziai a urlare. A loro piaceva quando reagivo. Uno dei due rifiutò di andarsene prima di aver ottenuto ciò che voleva. Non faceva che sorridere, ripetendo all’infinito le stesse terribili domande, cercando di farmi reagire di nuovo. Dalla sua voce traspariva tanta cattiveria, un’assoluta mancanza di umanità. Fu uno dei momenti peggiori della mia vita. Alla fine reagii.
Afferrai l’unica cosa che trovai a portata di mano – un ombrello verde – e scesi dall’auto. Non avevo intenzione di colpirlo, perché anche nei momenti peggiori non sono quel tipo di persona. Presi di mira la cosa piu` vicina che trovai, ossia la sua auto. Che scena patetica… Un ombrello: che danni si possono fare con un ombrello? Una mossa disperata da parte di una persona disperata»

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