Con l’eclissi totale di sole di mercoledì 12 agosto, Brian May ha fatto il giro dei social nella sue veste di astronomo. Ma, appena prima, sul suo profilo era apparso un altro commento sull’attualità, passato in secondo piano.
In un post pubblicato due giorni fa, infatti (quindi l’11 agosto), Sir Brian May racconta la sfida che aveva proposto a un’intelligenza artificiale generativa. Nello specifico, l’artista ha chiesto a Meta AI di generare la copertina dell’album dei Queen The Game (1980), che nella versione originale mostra i quattro membri della band schierati fianco a fianco in giacca di pelle. Il chitarrista ha poi condiviso lo screenshot del risultato ottenuto sul proprio profilo Instagram, accompagnandolo con un commento in cui definiva ironicamente «buon lavoro» quello che l’AI gli ha restituito.
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Nel post, May si chiede se sia questo il tipo di intelligenza destinato a governare il mondo, e conclude che forse è il momento di realizzare che dell’intelligenza artificiale, in fondo, non abbiamo bisogno. Il risultato proposta da Meta AI è infatti drasticamente diverso rispetto alla copertina originale dell’album: Freddie Mercury, Brian May, John Richard Deacon e Roger Taylor appaiono sì raggruppati, ma in maniera meno ordinata, e soprattutto senza giacche di pelle. Anche i volti dei quattro appaiono abbastanza abbozzati, e per finire, un misterioso manico di chitarra sbuca in primo piano.
A fronte di tutto questo, il post di May assume poi un tono più serio: «Penso che il prezzo che andremo a pagare per questo sviluppo “inevitabile” della tecnologia sarà davvero troppo alto». Concludendo: «Dobbiamo impedire che questi terribili data centre siano costruiti nel Regno Unito. Rovinerebbero il nostro bellissimo Paese, così come stanno già distruggendo la bellezza dell’America».
Il post si chiude con un appello diretto al Primo Ministro britannico, Andy Burnham: «You must stop it now».













