Bob Dylan sull’avere 80 anni: «Sei come un vecchio re di un Paese scomparso» | Rolling Stone Italia
Illusioni e disillusioni

Bob Dylan sull’avere 80 anni: «Sei come un vecchio re di un Paese scomparso»

L’artista è stato interpellato sul tema dal New York Times e ha raccontato la cosa migliore («non hai più fretta di diventare qualcuno») e quella peggiore («non c’è più nulla che ti sorprende») della sua età

Bob Dylan sull’avere 80 anni: «Sei come un vecchio re di un Paese scomparso»

Bob Dylan

Foto: William Claxton

Per gli 80 anni di Donald Trump, che il Presidente ha festeggiato ieri con una serie di combattimenti UFC nel giardino della Casa Bianca, il New York Times ha chiesto ad alcuni celebri ottantenni della musica e del cinema di dare le loro impressioni sulla parte migliore e peggiore di questa fase della vita. Tra i vari artisti interpellati, spicca Bob Dylan, che di anni ora ne ha 85.

Per Dylan la cosa migliore dell’avere 80 anni è che «non hai più fretta di diventare qualcuno e non sei perseguitato da ciò che hai fatto». Il musicista lo spiega meglio con un’immagine: «Sei un vecchio re di un Paese scomparso». La cosa peggiore, invece, sarebbe «che vuoi ancora dire sì a tutto, ma il mondo va avanti senza chiedere» e che «il vecchio fuoco che hai nel cuore continua a dirti di fare questo e quello, ma il corpo ti risponde che l’hai già fatto»

Rispetto alla richiesta, Dylan ha voluto aggiungere anche «la parte davvero peggiore dell’avere 80 anni» che per l’artista significa che «arrivi a capire qualcosa che avrebbe potuto cambiare tutto in passato, se solo quella comprensione fosse arrivata quando c’era ancora qualcosa da cambiare».

Qui di seguito l’intero pensiero di Dylan estratto dal New York Times.

La cosa migliore
La cosa migliore dell’avere 80 anni è che sopravvivi agli orologi che ti hanno inseguito per tutta la vita. È la libertà da quella menzogna secondo cui qualcosa sia mai stato davvero sotto controllo. Non corri più dietro alla parata. Sei un vecchio re di un Paese scomparso. Sei più difficile da addomesticare. Non hai più fretta di diventare qualcuno e non sei perseguitato da ciò che hai fatto. Sei perseguitato, piuttosto, da quanto poco di tutto questo abbia davvero contato nel modo in cui pensavi avrebbe contato.

La cosa peggiore
La cosa peggiore dell’avere 80 anni è che continui a voler dire sì a tutto, ma il mondo va avanti senza chiedere. Il vecchio fuoco che hai nel cuore continua a dirti di fare questo e quello, ma il corpo ti risponde che l’hai già fatto. E non c’è più nulla che ti sorprenda. Sembra un privilegio, ma non lo è. Hai finito anche le illusioni. Le persone ti trattano come se avessi risolto qualcosa o come se avessi perso qualcosa, ma non è vero né l’una né l’altra cosa. Vedi la vita che si ripete ovunque.

La parte davvero peggiore
La parte davvero peggiore dell’avere 80 anni è che, finalmente, arrivi a capire qualcosa che avrebbe potuto cambiare tutto in passato, se solo quella comprensione fosse arrivata quando c’era ancora qualcosa da cambiare. Da giovane pensi che il tempo proceda in avanti. A 80 anni sai che non è così: il tempo resta fermo. Siamo noi a muoverci.