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Björk sorprende tutti: il nuovo album “Vulnicura” è online

Doveva uscire a marzo, ma circolava già sul Web. L'artista islandese ha bruciato i tempi, annunciando anche nuovi concerti. E poi tutti al MoMA.

La pubblicazione illegale dei brani di Vulnicura ha costretto la cantante ad anticipare la diffusione dell’album su tutti i canali ufficiali di vendita online.

Ecco il post dell’annuncio:

 

I nove brani, scritti e prodotti con Arca e Axan Cloak, raccontano il lungo percorso di dolore e lenta rinascita che ha affrontato la cantautrice islandese per la separazione con Matthew Barney, l’artista statunitense con il quale ha avuto una relazione durata dieci anni. Da qui la scelta del titolo Vulni-cura (ferita-guarigione).

È prevista marzo, invece, l’uscita del del cd e del vinile insieme alla promozione dell’album, con una serie di date che avranno come palcoscenico la città di New York.

7 marzo – Carnegie hall
14 marzo – Carnegie hall
25 marzo – City center
28 marzo – City center
1 aprile – City center
4 aprile – City center
5-7 giugno – Governor’s ball – Randall’s Island Park – NYC

Si preparano mesi ricchi di appuntamenti per la musicista/performer/visual artist, che dall’8 marzo al 7 giugno 2015 celebra i 20 anni della sua carriera al Moma di New York con un’istallazione che racconterà la personalità eclettica dell’artista attraverso musiche, abiti e video e film, da Debut (1993) a Biophilia (2011). Incorniciata da una narrazione scritta dalla stessa Bjork e dallo scrittore Sjón Sigurdsson che culminerà in un’esperienza musicale e visiva inedita realizzata dal regista Andrew Huang e dal designer 3D Autodesk.

Ma non è l’ultima buona notizia di oggi. La rivoluzionaria App album di Biophilia, uscita nel 2011, che accompagna ogni brano con testi, spartiti, video interattivi e giochi (entrata addirittura nel programma didattico di alcuni paesi scandinavi per il modo in cui ha affrontato tematiche legate al mondo della fisica e della natura), è stata inserita nel patrimonio del MoMA di New York, grazie al lungimirante lavoro della curatrice Paola Antonelli – la prima a creare una sezione dedicata ai videogiochi nel museo americano.

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