Billy Joel: «Suonare mi stava causando danni ai nervi cerebrali» | Rolling Stone Italia
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Billy Joel: «Suonare mi stava causando danni ai nervi cerebrali»

Il musicista è tornato a parlare della diagnosi che l'ha costretto a interrompere l'attività live: «È come se mi fossi procurato una commozione cerebrale a ogni concerto»

Billy Joel: «Suonare mi stava causando danni ai nervi cerebrali»

Billy Joel

Foto: Myrna Suárez

«Voglio solo che la gente sappia, ma non preoccupatevi per me, non andrò da nessuna parte. Sono qui. Sono ancora qui». Sono queste le parole usate da Billy Joel nella sua ultima intervista a SiriusXM, nella quale il musicista ha fatto chiarezza sul suo stato di salute.

È passato un anno da quando Joel ha annunciato al mondo di soffrire di idrocefalo normoteso (o a pressione normale), una condizione neurologica cronica caratterizzata da un accumulo anomalo di liquido cerebrospinale nei ventricoli cerebrali. La notizia era arrivata qualche mese dopo un concerto in Connecticut nel febbraio 2025, l’ultimo a oggi della sua carriera, in cui Joel era caduto durante il set. Un gesto mascherato da gag, ma che nascondeva invece le avvisaglie di una condizione che ha costretto Joel ad annunciare lo stop alla sua carriera live.

«I dottori mi hanno detto che a causa del mio lavoro, che significa suonare rock and roll ad alto volume, è come se mi fossi procurato una commozione cerebrale a ogni concerto», ha raccontato il musicista in quest’ultima intervista. «Questo mi stava causando danni ai nervi cerebrali. Più spettacoli facevo, più rischiavo di perdere cellule cerebrali; così ho capito che era una cosa che non potevo più fare in questa condizione. Devo migliorare, star meglio. I dottori non vogliono che mi stressi troppo».

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Joel ha raccontato di aver inizialmente rifiutato l’impianto chirurgico di uno shunt nel cranio per rimuovere il liquido in eccesso, ritenendo che fosse una misura troppo estrema. «Ma poi mi sono documentato e ho capito che può aiutare a migliorare l’equilibrio e la memoria», ha detto. «Sai, non voglio perdere la testa. È difficile distinguere tra ciò che è dovuto all’età e ciò che è dovuto a una patologia, quindi ho accettato di sottopormi all’intervento: mi hanno impiantato uno shunt nel cervello e in effetti le cose sono migliorate. La mia memoria va meglio, il mio equilibrio è leggermente migliorato e la mia capacità di svolgere le attività quotidiane è aumentata».

Non è chiaro se Joel potrà mai tornare a esibirsi. La sua ultima e unica apparizione dopo la diagnosi è stata lo scorso 2 gennaio, quando è salito sul palco di una sua tribute band in Florida per due canzoni. Per ora, sul tema, nessuna novità. Ma forse una speranza rimane accesa: «Non preoccupatevi per me, non andrò da nessuna parte. Sono qui».