Beatrice Antolini è perfetta per la band di Vasco Rossi

L'annuncio dell'ingresso della polistrumentista nella band della rockstar più grande d'Italia ha scatenato un putiferio: ma non eravamo quelli che si lamentavano per i cervelli in fuga e la mancanza di meritocrazia?

Beatrice Antolini, foto VALERIA MAGRI / Alamy / IPA


logo Michele Monina

Signori, le comiche. Viviamo in un paese in cui legittimamente si parla di cervelli in fuga, in cui si auspica la meritocrazia come aria quando si è in apnea, in cui, si guardi alle recentissime elezioni, pur di andare contro chi si è trovato seduto dove non doveva trovarsi seduti si è preferito votare contro, il caso Cecconi vs Minniti è emblematico, e soprattutto, per traslato, viviamo nel paese in cui ci si lamenta continuamente di essere troppo legati alle tradizioni, di non voler mai osare, di voler rimanere vecchi. Viviamo in Italia, in effetti.

Poi succede che una icona indiscussa del rock, anzi, l’icona indiscussa del rock di casa nostra, Vasco Rossi, uno che volendo potrebbe ripetersi come certe star americane che vanno in replica tutte le sere a Las Vegas, o addirittura non fare più niente, campare di rendita, maggior contribuente di Bologna quale è, decida di azzardare dei cambiamenti nella lineup della sua band e, passate neanche ventiquattro ore, si scatena l’inferno. Sì, perché ieri Vasco ha fatto sapere in tarda serata su Facebook quella che sarà la sua nuova, in parte, band per i concerti estivi. E lo ha fatto sapere alla Vasco, con un post in cui parla di terzo cartellino giallo per Cucchia, suo storico sassofonista, con lui dal 1985, ha parlato di un addio, almeno momentaneo da parte della Ferrari del rock, così la presentavano dal palco, Clara Moroni. E soprattutto ha parlato dell’ingresso di una polistrumentista al posto di entrambi i due abdicanti, Beatrice Antolini, nella line up come tastierista, chitarrista, percussionista e corista.

Ripeto, apriti cielo. I fan, specie quelli di vecchia data, si sono scagliati contro la scelta così, a prescindere. Senza sapere chi fosse la Antolini, spesso dichiarandolo apertamente, a volte tradendo questa condizione dalla natura dei commenti. La scelta di Beatrice Antolini, invece, sembra davvero una delle più belle mosse possibili. Per diversi motivi.

Primo, perché per una volta, appunto, la meritocrazia vince. Beatrice è una polistrumentista vera, non alla Francesca Michielin. Una che sa suonare, non strimpellare, praticamente tutti gli strumenti base della musica leggera. Pianista di formazione, ha imparato sul campo a suonare gli strumenti a corde, alternandosi di volta in volta dalla chitarra al basso, non disdegnando la batteria. Non bastasse, è anche una cantautrice con ottimi riscontri di critica, il che attesta che anche ai cori saprà fare bene. Sfido chiunque a tirare fuori nomi validi altrettanto.

Secondo, in questo cambiamento di pelle della band, e quindi presumibilmente del sound di Vasco, necessario perché è noto che la noia non è attitudine propria del rocker di Zocca, e già in atto da almeno una ventina d’anni, si veda l’arrivo prima di quel mostro di bravura di Frank Nemola, un altro polistrumentista con alle spalle attività che spaziavano dagli Aeroplani Italiani di Bertallot ai Gaznevada, passando per un po’ tutta la musica bolognese, compresa la scena rap dei Sangue Misto, e più recentemente quello di Vince Pastano, probabilmente il chitarrista migliore tra quelli nati sul volgere del Novecento in Italia.

Vince Pastano cui già per Modena Park era stato disegnato il ruolo di direttore artistico, e che oggi, morto Guido Elmi, ha gradi ancora maggiori sia sul fronte delle scelte musicali sia, si immagina, nella scelta delle canzoni che Vasco porterà sul palco. Ecco, il fatto che uno come Vasco decida di affidarsi a un giovane chitarrista, così come in precedenza aveva fatto con Nemola, in qualche modo titolare di quel suono che virava all’elettronica di certe hit che hanno fatto letteralmente venire giù stadi e grandi arene, dimostra proprio quella curiosità e quella voglia di uccidere la noia cui si faceva riferimento prima. E la presenza sul palco di una artista come Beatrice Antolini, da poco uscita col suo nuovo lavoro L’AB, un concept dedicato all’oggi di cui parleremo in seguito, sembra la quadratura di un cerchio.

Ora, lo scrive il biografo ufficiale di Vasco, se mai servisse qualcuno a dargli manforte, smettetela subito di fare le bizze, manco vi avessero tolto i cartoni animati preferiti per sostituirli col telegiornale. Se amate Vasco come dite, fidatevi di lui. Visto che non di scelta comoda si tratta, applaudite per una volta una mossa non scontata, un gesto volto a premiare il merito, volendo anche a premiare il talento di chi si è fatto da solo, alternando una carriera solista importante, seppur di culto, con tanti tour fatti a fianco a altri artisti, da Emis Killa a Angela Baraldi. Ce ne fossero di artisti come Vasco capaci di mettersi in discussione facendo scelte apparentemente impopolari. Ce ne fossero di giovani come Vince Pastano e Beatrice Antolini, capaci di suonare e di metterci la faccia.

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