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Le riflessioni dei Beastie Boys sulla nascita di “Paul’s Boutique”

«Alla Tower Records non ce l'avevano neanche», racconta Ad-Rock a Zane Lowe. «Pensai fosse un po' strano»

Mike “Mike D” Diamond e Adam “Ad-Rock” Horovitz dei Beastie Boys di recente sono andati a trovare Zane Lowe per un’intervista, dove hanno ripercorso il lavoro dietro l’uscita del loro secondo album, Paul’s Boutique. Lo scorso agosto, i due membri hanno ricordato il loro compagno di avventure Adam “MCA” Yauch per quello che sarebbe stato il suo compleanno, al palazzo della Capitol Records di Los Angeles, con ospiti anche Katy Perry e il sindaco di L.A. Eric Garcetti.

Paul’s Boutique è uscito nel luglio 1989, tre anni dopo la release del loro enorme debutto, Licensed to Ill, ma inizialmente le reazioni sono state scarse. La ragione, spiegano, è stata la mancanza di supporto da parte della Capitol Records, che al tempo li aveva appena messi sotto contratto.

«Eravamo un grande gruppo (con) Licensed to Ill», dice Ad-Rock. «Ci conoscevano in tutto il mondo, avevamo 20 anni circa, ci sentivamo noi stessi. Pensavamo di essere entrati nel mondo del successo vero, eravamo stati appena messi sotto contratto da una nuova label ed eravamo al lavoro su questo album un po’ matto. Ci sentivamo tipo “Eccoci. Siamo al top”. E poi… Niente».

«Whoa, whoa, whoa, avevamo una bandiera, Adam», si infila Mike D, riferendosi alla bandiera americana modificata, sul quale era stato messo il logo della band in blu, sopra le righe bianche e rosse.

«Abbiamo avuto la bandiera, ma era momentanea», continua Ad-Rock. «Era lì momentaneamente (sopra il palazzo della Capitol Records, NdT), ma quando è uscito il disco non è successo niente. Tipo, mi ricordo che andai alla Tower Records e non avevano neanche una copia. Pensai fosse un po’ strano. E la Capitol ci aveva anche dato dei soldi. A quel punto mi sono chiesto se li volessero indietro».

«È andata così: abbiamo fatto Paul’s Boutique e credo che il presidente della label che ci aveva appena messo sotto contratto sia stato licenziando per averci dato tutti quei soldi», continua. Lui e Mike D ridono imbarazzati pensando a tutte quelle persone che potrebbero essere state licenziate dopo il contratto dei Beasties con la Capitol. Dopo che la label aveva messo al comando Hale Milgram nel 1989, il gruppo si è chiesto perché la Capitol non li stesse supportando.

«Il disco era fuori e ci avevamo lavorato duramente, eravamo davvero esaltati», dice Ad-Rock. «E l’album non era neanche alla Tower Records e non era stato nemmeno promosso. Volevamo avere un incontro con il presidente, tipo, “Hey, possiamo fare qualcosa?”»

Dopo aver aspettato settimane, Milgram accettò la richiesta di incontro. «Ci disse tipo, “Apprezzo molto il vostro duro lavoro, ma dovete aspettare la prossima volta, perché la compagnia sta seguendo il nuovo album di Donny Osmond”», ricorda Ad-Rock. «E non sapevamo cosa volesse dire quel “prossima volta”, era una cosa del genere “Sapete, il prossimo album”. Era così».

Mike D e Ad-Rock danno credito a Yauch per l’idea della bandiera dei Beastie Boys da mettere momentaneamente sopra al palazzo della Capitol Records. «Sono sicuro sia stata un’idea di Yauch», dice Ad-Rock. Il rapper aveva sentito di un piccolo buco nella legislazione che permetteva ai cittadini di modificare legalmente la bandiera americana. «Questo è probabilmente il vero motivo per cui il tipo dell’etichetta è stato licenziato», dice. «La tolsero immediatamente subito dopo e cambiarono la legge».

I rapper attribuiscono a Yauch anche l’idea di fare le proprie foto e video, in quel periodo. Stanchi di fare foto promozionali, MCA si propone di fare lui stesso il fotografo, con un telecomando a distanza. Uno dei motivi del rifiuto della label di supportare l’album, Yauch stuzzicò il lato punk del gruppo per creare il loro materiale promozionale. «Aveva anche un treppiede… Nessun outsider, solo insider, solo noi tre», dice. «Faceva e pensava costantemente a cose del genere»·

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