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Aumentano gli utenti di Spotify: ora sono 50 milioni

Gli iscritti al servizio di streaming musicale sono aumentati del 25 per cento in sei mesi. Crescono anche gli abbonati. Bastano? Qualche numero per capirlo

Spotify introdurrà i video da questa settimana

Spotify introdurrà i video da questa settimana

“Taylor Swift ha ragione: la musica è arte, l’arte ha un valore e gli artisti dovrebbero essere pagati per questo”. L’ha scritto Daniel Ek, l’uomo che nel 2006 ha inventato Spotify (vi abbiamo raccontato la sua storia su Rolling Stone di settembre). È l’inizio di un lungo messaggio con cui Ek risponde a Taylor Swift, che ha abbandonato di colpo il servizio di streaming, settimana scorsa.

“Il nemico della musica è la pirateria, non Spotify”, ha continuato Ek, “E sapete perché? Due numeri: zero e due miliardi. La pirateria non dà un centesimo gli artisti – niente, nulla, zero. Spotify sinora ha restituito due miliardi di dollari (oltre 1 miliardo e 600 mila euro) al mercato discografico”.

La notizia più importante, però, era poche righe sotto: lo streaming musicale sta prendendo slancio: “Al momento abbiamo oltre 50 milioni di utenti attivi, di cui 12,5 milioni sono abbonati che pagano ognuno 120 dollari all’anno per avere Spotify Premium (con musica di qualità audio maggiore, ascoltabile anche se non si è online, senza pubblicità, ndr). È il triplo di quanto il consumatore medio di musica ha speso nell’ultimo anno”. E il numero di utenti è il 25 per cento in più rispetto a sei mesi fa, una crescita significativa.

La storia di Spotify:

Ek entra ancora di più nello specifico: “La maggior parte dei nostri abbonati ha meno di 27 anni, quindi è cresciuto in un mondo in cui la pirateria andava per la maggiore e dove in pochi pagavano per avere la musica. Ma ecco il dato importante: più dell’80 per cento dei nostri abbonati ha iniziato utilizzando il profilo gratuito, ha scelto di abbonarsi dopo. Se c’è una cosa che dovete ricordarvi di quello che ho scritto è questa: senza l’accesso gratuito allo streaming musicale la versione a pagamento non sta in piedi. E quindi addio due miliardi di dollari”.

Secondo i più scettici i numeri presentati da Ek non garantiranno la sopravvivenza di Spotify. Ma sono la dimostrazione di una tendenza da non sottovalutare.

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