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Arisa non parteciperà al Gay Pride di Milano: «Ciao ciao LGBTQ+ people»

Dopo le polemiche seguite all'intervista con Peter Gomez, la cantante ha scelto di rinunciare alla manifestazione. E, riferendosi alla comunità LGBTQ+, ha scritto: «Non condannate la gente perché non la pensa esattamente come voi, magari quella gente lì vi ama lo stesso, ma voi pensate di no»

Foto: Sara Purisiol

Dopo le polemiche seguite all’intervista che Arisa ha concesso a La confessione, il programma condotto da Peter Gomez su Nove, e in particolare alle opinioni espresse su Giorgia Meloni («Mi piace perché ha molta cazzimma, questa cosa andrà contro di me», aveva detto) e alla linea del governo sui diritti LGBTQ+ («le sue non sono posizioni aperte, però secondo me lei si comporta come una mamma molto severa e spaventata. Una mamma che non è solo madre di un figlio, ma ne ha 3-4 e deve fare cose che vadano bene per tutti. Ma a volte sembra che a uno dei 4 che non vadano bene»), la cantante ha annunciato che non parteciperà al Gay Pride di Milano.

Arisa ha spiegato tutto in un post pubblicato sul suo profilo Instagram: «Cari ragazzi e ragazze mi spiace immensamente per il momento che stiamo vivendo e spero che col tempo potremo di nuovo comunicare», ha scritto. «Per adesso sono solo insulti pesantissimi da parte di alcuni di voi che non so come decifrare. Oggi al mio manager è stato consigliato da parte degli organizzatori, di dirmi di non presentarmi al Pride di Milano a causa dell’ipotesi che alcuni membri della comunità possano in qualche modo mettermi in imbarazzo, io sarei venuta volentieri, però se ho fatto qualcosa di così tanto grave da meritare un trattamento così esclusivo, credo che non parteciperò neanche al pride di Roma», ha proseguito.

Da qui la decisione di non prendere parte alla manifestazione: «Mi dispiace davvero tanto. Buon Pride a tutti, divertitevi anche per me, vi auguro di trovare un piano di svolta e di realizzare i vostri sogni legittimi per essere felici. Ve lo auguro davvero dal profondo del cuore. Io continuerò a vivere frequentando gli amici di sempre e mi farò raccontare. Ma prima di salutarvi un’ultima cosa la voglio scrivere: la diversità è fatta di opinioni, di esperienze e di modi di vedere la vita. La diversità è ricchezza. Me l’avevate insegnato voi. Non condannate la gente perché non la pensa esattamente come voi, magari quella gente lì vi ama lo stesso, ma voi pensate di no. I tempi cambiano, le mamme imbiancano, i fiori sbocciano e poi appassiscono, e poi rinascono. Bisogna lavorarci e crederci sempre». E poi la conclusione: «Se vi giocherete la carta dell’amore vincerete sempre. Ciao ciao LGBTQ+ people, auguri».

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