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Aphex Twin vs Stockhausen, storia del primo dissing elettronico

Questa sera RDJ suonerà davanti alla platea del Club To Club in uno dei concerti più attesi dell'anno e noi ricordiamo il famoso litigio tra l'allievo e il maestro

Notorious B.I.G vs Tupac ci ha privato di due dei più grandi talenti di una generazione. 50 Cent vs Ja Rule ci ha fatto ridere grazie all’idea di fifty di comprarsi duecento biglietti per lo show di Ja Rule così da lasciare le prime file completamente vuote durante il live del rivale. Jay Z vs Kanye West ci ha privato della possibilità di ascoltarci i loro fighissimi featuring. Questo succede spesso nel rap: il dissing.

Nel novembre del 1995, invece, è successo tra due grandi artisti della musica elettronica, di generazioni differenti. La rivista The Wire pubblica un articolo con un titolo magnifico Advice to Clever Children. L’idea alla base è interessante. La rivista spedisce al compositore tedesco Karlheinz Stockhausen, una delle figure principali della composizione elettro-acustica e di musica concreta, alcuni tapes dei più promettenti artisti elettronici contemporanei.

Il padre della musica elettronica che recensisce i propri illegittimi, ma intelligentissimi figlioli. Tra i figli c’è un giovane Aphex Twin che, a ventiquattro anni, è una delle figure più promettenti della scena IDM (Intelligent Dance Music). Stockhausen – su Aphex Twin – rilascerà questa dichiarazione, “I heard the piece Aphex Twin of Richard James carefully: I think it would be very helpful if he listens to my work Song of the Youth (ndr. Gesang der Jünglinge) which is electronic music, and a young boy’s voice singing with himself. Because he would then immediately stop with all these post-African repetitions, and he would look for changing tempi and changing rhythms, and he would not allow to repeat any rhythm if it [was] varied to some extent and if it did not have a direction in its sequence of variations“.

In pratica, Stockhausen critica la ripetitività ritmica nella musica elettronica occidentale, ciò che lui definisce con il termine post-africana. Il maestro trova poco interessante che suo ‘figlio’ sia anche figlio del clubbing che, della ripetitività ossessiva, ha fatto il carattere fondante della club culture.

La risposta di Aphex Twin è una sferzata ironica, quasi comica, come di sua natura. Scalcia il padre, lo uccide come ogni figlio di un’altra generazione deve fare per compiere un proprio cammino. Do you reckon he can dance?, aggiungendo che, dopo aver sentito Song of the Youth, non ci aveva trovato un groove, una bassline, anche se negli anni ’50 già si potevano trovare “weird percussion records that are awesome to dance to, and they’ve got basslines“. In pratica, per Aphex Twin è impensabile un’elettronica che non faccia ballare.

Questo scambio ci racconta come era concepita e pensata la musique électronique in un dato momento storico da parte di due musicisti che, in maniera radicalmente opposta, hanno plasmato in modo indelebile la storia della musica occidentale. Per noi, rimane un ottimo esercizio per ricordarci che il concetto di musica elettronica è ampio, gigantesco, e nasce già nel secondo dopoguerra, con contesti, mezzi, concetti completamente differenti.

Più che un dissing, fu scambio di visioni da due pianeti che si scrutano. Sarà proprio Aphex Twin a concludere il tutto con una frase bellissima, “Stockhausen dovrebbe uscire con me e i miei amici: sai che ridere? Mi piacerebbe molto averlo intorno”.

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