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Andro dei Negramaro recensisce il concerto degli Alt-J, voto: 9

Il tastierista sulla performance del trio che ha fatto sold-out a Milano (torneranno il 14 giugno a Roma) non ha dubbi: è stato un concerto perfetto

Il concerto degli Alt-J a Milano, la recensione di Andro dei Negramaro

Il concerto degli Alt-J a Milano, la recensione di Andro dei Negramaro

Niente effetti speciali, ma tanta raffinatezza psichedelica. Gli Alt-J eseguono con mestiere tutti i brani della scaletta in sequenza serrata senza lasciare troppo spazio all’improvvisazione.

Si distinguono sul palco per la loro compostezza sospesa tra un incrocio di voci dal sapore folk e un continuo tripudio di arpeggi di chitarre e tastiere. Il palco è perfettamente “sincronizzato” con effetti di controluce e geometrie minimali che pongono l’accento, pezzo dopo pezzo, su una dinamica controllata ma efficace e avvolgente.

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Sorprendono costantemente con esperienza e maturità. Un gruppo compatto che vira abilmente da un ritmo all’altro con distorsioni controllate e senza la necessità di completare il set percussivo di piatti, ride o crash, sostituiti da colpi di bacchette che simulano il suono di un ingranaggio meccanico.

La giusta misura tra pop, rock ed elettronica piace tanto al pubblico italiano che ha gremito un palazzetto enorme come quello di Assago, interamente coinvolto dalla poesia di questi giovani inglesi che avranno sicuramente ancora tanto da raccontarci.

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