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Anche Levante e Mahmood si sono schierati a difesa della legge contro l’omofobia

Dopo Elodie e Fedez, anche la cantautrice ha attaccato la Lega e il senatore Pillon. «Non è mai tardi per iniziare un percorso di terapia». Insieme a lei Mahmood: «Sento la responsabilità di sostenere questa legge»

«Simone Pillon, non è mai tardi per iniziare un percorso di terapia che la aiuti a comprendere l’importanza dell’altro, il diritto dell’altro a essere chi vuole (liberamente) e il dovere di uno stato a tutelarne la libertà». Così Levante, con post pubblicato sul suo profilo Twitter, si unisce alle critiche dei giorni scorsi di Elodie e Fedez alla Lega e Simone Pillon, senatore che si è schierato contro il disegno di legge Zan su violenza e discriminazione per motivi di orientamento sessuale o identità di genere.

Nelle ultime ore è intervenuto anche Mahmood attraverso alcune storie sul suo profilo Instagram. «È di fondamentale importanza approvare la legge Zan. Ho sempre pensato che episodi di discriminazione basati sul sesso, sull’identità di genere e sull’orientamento sessuale debbano essere condannati. Mi è capitato più volte di assistere impotente a scene di questo tipo, soprattutto durante la mia adolescenza».

Il vincitore di Sanremo 2019, poi, dice di sentire la responsabilità di schierarsi e prendere posizione. «A volte, forse per paura o per debolezza, mi sono trovato inerme davanti a situazioni che per me erano e sono una violenza», ha aggiunto Mahmood. «Violenza che uccide la libertà di ciascuno di essere se stesso. Ora ho 28 anni e sento di avere, come tutti, la responsabilità di sostenere questo disegno di legge».

La legge Zan è stata approvata alla Camera lo scorso 4 novembre. Ora si aspetta la discussione al senato, nonostante l’ostruzionismo del partito di Matteo Salvini. «A me pare incredibile che gli oppositori del ddl cerchino persino di ostacolare la calendarizzazione in Commissione, la discussione di merito e il voto al Senato», ha detto il deputato di Forza Italia Elio Vito. «Non vorrei avesse ragione Elodie…».

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