Vi irrita collegarvi ai siti di ticketing, finire in coda per decine di minuti e scoprire quando finalmente vi viene dato accesso che quasi tutti i biglietti sono stati venduti e restano solo opzioni costosissime? Vi fa infuriare l’idea che siano stati i bot a fare incetta di tagliandi? Rimpiangete i tempi, che avete vissuto oppure no, in cui per comprare il biglietto di un concerto si doveva essere motivati, uscire di casa e andare in un negozio o nel locale? Allora potreste apprezzare l’esperimento che i Foo Fighters stanno facendo in questi giorni.
La band di Dave Grohl, che ha da poco annunciato il nuovo album Your Favorite Toy che uscirà il 24 aprile anticipato dalla title track (la si ascolta a questo link), ha organizzato nell’autunno 2025 un tour americano in locali di media grandezza annunciando i concerti all’ultimo momento e vendendo i biglietti solo presso le venue. Ora stanno replicando l’esperimento in Europa. Con una grande differenza: negli Stati Uniti i biglietti erano venduti a prezzi popolari, solo 30 dollari. In Inghilterra il prezzo è di 99 sterline e in Irlanda di 99 euro, diritti inclusi.
Ieri hanno annunciato tre date e non è detto che non ne facciano altre: all’Academy di Dublino questa sera, allo Shepherd’s Bush Empire di Londra il 25 febbraio e al Ritz di Manchester il 27 febbraio. I biglietti sono stati messi in vendita solo ed esclusivamente di persona presso locali e i box office a partire da mezzogiorno. Massimo due biglietti a testa, con l’avvertenza che il secondo biglietto non potrà essere ceduto e la sera del concerto le due persone dovranno entrare assieme. Si sono viste lunghe code e nel giro di due ore la band ha annunciato che i primi due concerti erano sold out.
È ovviamente una modalità di vendita possibile nel 2026 quando si suona in locali dalla capienza relativamente modesta. Lo Shepherd’s Bush Empire tiene circa 2000 persone, il Ritz 1500, la Dublin Academy è ancora più piccola. Viene premiata la fan base locale e in particolare chi può recarsi di persona al box office e l’operazione assume l’aura anni ’90 che i Foos vogliono evocare. Non è un metodo utilizzabile per i grandi concerti che faranno quest’estate in Europa, tanto più all’interno dei grandi festival. In Italia verranno il 5 luglio all’Ippodromo La Maura a Milano, agli I-Days, con Idles e Fat Dog in apertura.
In un’intervista concessa a Zane Lowe, Grohl ha parlato della sostituzione di Josh Freese con Ilan Rubin come di una decisione condivisa da tutta la band e presa quando dopo sei o sette mesi, senza troppi drammi. «Abbiamo discusso, come band, della direzione che volevano prendere e abbiamo deciso di chiamare Josh e fargli sapere che saremmo andati avanti con un altro batterista. Lo abbiamo chiamato come band, lo abbiamo chiamato tutti, non solo io. In buona sostanza gli abbiamo detto: “Ehi amico, è stato fantastico, è stata un’esperienza incredibile, grazie di tutto, ma andremo avanti e cercheremo un altro batterista».
Grohl non vede contrasti con Freese e la sua versiopne. «Se n’è parlato molto, ma credo che Josh l’abbia detto bene quando ha affermato che non sentiva la nostra musica nel profondo ed è una cosa molto importante».












