C’è stato un periodo in cui sembrava che Kanye West/Ye potesse esibirsi solo in Asia. Dopo le sparate antisemitiche, la maglietta con la svastica, le lodi al nazismo e al Führer (ha anche pubblicato un pezzo intitolato Heil Hitler), il rapper ha fatto marcia indietro, si è detto pentito delle sue parole e dei suoi comportamenti e li ha attribuiti a disturbi di tipo psichico. Ha tra le altre cose acquistato una pagina del Wall Street Journal per scusarsi per le dichiarazioni e i comportamenti estremi, scrivendo che a un disturbo bipolare lo avrebbe disconnesso dalla realtà.
La marcia indietro gli ha permesso di tornare sulle scene con un album, Bully, e una serie di esibizioni negli Stati Uniti e in Europa, la prima delle quali è stata annunciata in Italia, all’Hellwatt Festival il 18 luglio (Ye ha poi aggiunto altre date nel continente che farà prima di quella alla RCF Arena di Reggio Emilia).
Non tutto sta filando liscio però. La notizia che sarà headliner del londinese Wireless il 10, 11 e 12 luglio al Finsbury Park ha portato alcuni sponsor del festival, ovvero Pepsi, PayPal, Rockstar Energy e Diageo (Guinness, Tanqueray, Godon’s, Smirnoff) a disimpegnarsi dal Wireless. Una scelta apprezzata da David Schwimmer, il Ross di Friends che ieri ha lodato i brand che «a differenza del Wireless e di Festival Republic (il promoter, ndr) hanno deciso di non dare spazio a un artista che è diventato uno dei più noti fomentatori di odio e intolleranza al mondo». Secondo Schwimmer, con le sue dichiarazioni Ye avrebbe provocato «danni irreparabili» e alimentato «l’odio e la violenza contro gli ebrei in tutto il mondo».
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Per l’attore, le scuse di Ye potrebbe essere «parte di una strategia di pubbliche relazioni volta a tranquillizzare il pubblico prima del ritorno sui palchi pianificato da tempo» e invita a ricordare che il rapper «si è già scusato in passato, per poi ritrattare le scuse e raddoppiare il suo odio feroce nei confronti del popolo ebraico». Nel suo post, Schwimmer punta il dito anche contro gli artisti che nei giorni scorsi sono apparsi in concerto al fianco di Ye, come Lauryn Hill e Travis Scott. «Sembrano ignorare il suo passato di antisemitismo senza freni. O forse lo avallano? Difficile dirlo, dato che nessuno di loro ha mai denunciato pubblicamente le dichiarazioni» di Kanye West. L’attore crede nel perdono, ma è convinto che il rapper dovrebbe fare molto di più che acquistare una pagina di giornale, ad esempio dare in beneficienza parte degli introiti a organizzazioni non-profit ebraiche. In passato, Schwimmer aveva chiesto a Elon Musk di impedire a Kanye West di «vomitare bile ignorante e piena di odio» su X.
Contro l’esibizione di Kanye West a Londra si sono espressi anche il sindaco della città Sadiq Khan, che avrebbe negato l’uso del London Stadium, e il primo ministro. Per Keir Starmer è «molto preoccupante che Kanye West sia stato ingaggiato per esibirsi al Wireless nonostante le dichiarazioni antisemite e l’esaltazione del nazismo». Secondo quanto riporta la BBC, il governo starebbe valutando se consentire a Ye di entrare nel Regno Unito, come fatto dall’Australia ai tempi di Heil Hitler.
Per affrontare le polemiche, Kanye West si è offerto di incontrare «membri della comunità ebraica in Gran Bretagna» e ascoltare le loro parole. Ha detto di voler «offrire uno spettacolo all’insegna del cambiamento, che porti unità, pace e amore con la musica». Sa che «le parole non sono sufficienti: devo dimostrare il cambiamento con i fatti. Se siete disponibili, io ci sono».
Negli Stati Uniti le cose sembrano andare meglio per Ye. Non è solo tornato ad esibirsi, cantando per due sera sopra al suo “globo” a Los Angeles, ma il suo nuovo album Bully è entrato al secondo posto della classifica americana dietro ai BTS di Arirang. «Dicevano che non sarei mai tornato negli States», ha detto Ye durante uno dei due show al SoFi Stadium, «due concerti sold out baby!».
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